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Pievepelago. Lago Santo: Tex è accampato al rifugio Vittoria in un mare di neve

«Ho spalato ore tra tre metri di coltre per aprire un varco» «Paesaggio magico. Mai visto». Chilometri in motoslitta

PIEVEPELAGO Tex è accampato nel suo rifugio dopo quattro chilometri percorsi da Tagliole al Lago Santo in sella al suo “cavallo” tecnologico e sotto una nevicata che più fitta non si può. Ma arrivato quasi al Lago Santo la sua motoslitta lo ha lasciato a piedi e allora a Massimo Bernardi, per tutti “Tex” tra Tagliole, Fiumalbo e Abetone, non è rimasto altro da fare che farsi largo con le ciaspole e i mezzi di cui è dotato come tecnico del Soccorso Alpino ed ex carabiniere per vincere quel muro alto tre metri e lungo trecento che lo separavano dal suo rifugio Vittoria. «Ho spalato e rispalato. Tanta neve non l’ho mai vista in così pochi giorni e starò qui finché non avrò messo in sicurezza il rifugio, controllato la stazione Meteomont che monitora l’area del lago e fornisce informazioni importanti utili a tutti. E naturalmente sistemato la motoslitta... Ma qui è un paradiso. Surreale. Magico», racconta Massimo.

Pievepelago: il rifugio Vittoria al Lago Santo sommerso dalla neve



Quarantasei anni di Pian di Novello vicino l’Abetone, Bernardi è sposato con Anita e la coppia ha due figli Leonardo e Matteo. Dal ’98 gestisce lo storico rifugio Vittoria nello scenario del lago Santo, al cospetto di Giovo e Rondinaio. «Dopo che mio papà Bruno e mia madre Ivana avevano iniziato a gestirlo dall’86 - prosegue Bernardi - Ho iniziato a fare escursioni per i turisti con le ciaspole, poi sci alpinismo e alpinismo su Giovo e Rondinaio e con le guide alpine porto anche i turisti a vedere le cascate di ghiaccio.-. Poi il Covid e i Dpcm in queste settimane ci hanno costretto allo stop e alla chiusura del Vittoria».

Ma la grande nevicata che non finiva più lo ha rispinto con la motoslitta lassù «perché ero preoccupato che i tre metri di neve facessero danni. C’era da mettere in sicurezza il tetto, liberare il camino, controllare i generatori elettrici. Anche se i tecnici di Hera hanno fatto un lavoro incredibile in tutta l’area per evitare black out».

Da quasi 48 ore Tex è accampato al Vittoria. Che ormai ha liberato dalla neve a colpi di pala, aprendo una strada tra due muri bianchi alti tre metri. «Pronto appena si potrà a riaprire, in sicurezza, ai turisti. Ma con questo scenario è difficile voltare le spalle al Vittoria e... al lago». E riscendere anche in quel piccolo magico paesino chiamato Tagliole.

È come fosse il “richiamo della foresta”. —