Carpi. Il libro del papà sul coraggio e il sorriso di Sofia

CARPI “Il diario racconta la storia recente di mia figlia Sofia e della sua lotta contro il linfoma di Hodgkin. Le pagine che seguono descrivono le tappe del suo percorso difficile e doloroso, affrontato con coraggio insieme alla sua famiglia. La storia di Sofia rappresenta un messaggio di speranza per tutte le famiglie che sono nella sofferenza”. Sono parole che solcano un segno profondo nel cuore, quelle del carpigiano Alessandro Bulgarelli, papà di Sofia, la ragazza che ha compiuto 18 anni proprio lunedì scorso.


Sofia e la sua famiglia, all’inizio dello scorso anno, hanno dovuto fare i conti con il linfoma di Hodgkin e le cure necessarie per combattere la malattia. Quando le terapie (alle quali seguiranno i controlli di routine) sono terminate, il papà ha scritto un diario in cui racconta il coraggio della sua forte e al tempo stesso dolce, giovane guerriera.


Bulgarelli ha donato, poi, il suo libro all’Associazione malati oncologici di Carpi. L’Amo, a sua volta, lo regala alla città come augurio emozionante, pieno d’affetto e di speranza. Ed è proprio la speranza il messaggio che ha voluto trasmettere Alessandro con “La linea dell’orizzonte, diario di un padre”, questo il titolo del libro, che vuole essere in qualche modo un incoraggiamento a non mollare mai a chi soffre, a chi è malato.


«L’ho scritto per dare coraggio alle famiglie che stanno affrontando una situazione simile alla nostra – spiega l’autore – Quelle pagine, inoltre, vogliono essere anche un ringraziamento al personale del Day hospital oncologico del Ramazzini e ai suoi medici che hanno salvato Sofia, oltre a un grande grazie a tutti quelli che ci sono stati vicino. Abbiamo avuto a che fare, dal gennaio dello scorso anno, con professionisti di straordinaria competenza e umanità: dalla dottoressa Alessandra Pietramaggiori, ematologa, fino alla supervisione del primario del reparto Artioli. Il personale ha dimostrato grandissima disponibilità nei nostri confronti. Tante volte siamo andati lì anche senza appuntamento e ci hanno sempre ricevuti con la massima accoglienza.

A queste persone Sofia ha affidato la sua vita che le è stata restituita. Il Day hospital è la nostra stella cometa, per usare una metafora natalizia, nel nostro tunnel è stata la luce dove i medici, e non solo, si sono fatti in quattro per noi. Il libro è un diario che racconta nove mesi: Sofia ha finito le terapie e ha iniziato i controlli del cosiddetto “periodo finestra” di cinque anni». La storia della giovane carpigiana ha toccato anche l’ospedale di Reggio. «Lì ci rechiamo per fare la Pet (un esame medico, ndr)», aggiunge papà Alessandro. Il libro è stampato e omaggiato da Dimensione grafica Carpi e viene distribuito gratuitamente dall’Associazione Malati Oncologici. Ognuno è libero, senza vincoli e a seconda della propria disponibilità e discrezione, di lasciare un’offerta.


«”La linea dell’orizzonte” non è solo un libro, è molto di più: è il diario di un padre, come dice il sottotitolo – spiegano dall’Associazione Malati Oncologici di Carpi – “Di un padre”, un po’ colpisce questa parola, quest’espressione, in questo tempo, quasi non fossimo più abituati. Si tratta, infatti, del racconto giornaliero di una storia vera, dal quale traspare l’amore di un padre, in questo caso per sua figlia. Ma potrebbero essere le parole di qualsiasi genitore, di una qualsiasi persona in qualsiasi parte del mondo, per la persona amata, scritte durante un momento difficile della sua vita. è emozionante, si legge in un baleno, perché non ci si riesce a staccare da quelle parole, che a un certo punto diventano le nostre parole».


«Ci sentiamo inspiegabilmente coinvolti nella storia – continua Amo – è come se fossimo accanto ai protagonisti. È un libro dolcissimo, ha il profumo di un fiore e l’accoglienza di una nave sicura in un mare in tempesta. Ma anche un libro costituito da gesti solidali, di premurosa attenzione, di sguardi e parole. Arrivati all’ultima riga si richiude il libro, ci si ferma un attimo e si sente dentro al cuore un sentimento che spesso dimentichiamo: la speranza. Allora lo sguardo si alza e si vede la “linea dell’orizzonte”, che è la vita che ritorna tumultuosa ad abbracciarci, perché “figlia mia, il futuro è tuo”. Lo confessiamo, qualche lacrima ci è scesa sul volto», concludono la presidente e il consiglio direttivo di Amo. —