Estorsione e usura a Maranello e Formigine, arrestato mentre incassa i soldi

Il 49enne Andrea Rao è stato bloccato dai carabinieri mentre riceveva 2mila euro. Almeno due le persone taglieggiate ma se ne cercano altre

FORMIGINE. Il 2 gennaio, i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile del Comando Compagnia di Sassuolo hanno arrestato in flagranza Andrea Rao, 49 enne domiciliato a Maranello, per i reati di usura ed estorsione. Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Amara, sono iniziate a novembre, quando si è appreso che un operaio del luogo sarebbe caduto in un giro di usura.

Gli accertamenti attivati dai militari hanno permesso di appurare che l’uomo, in difficoltà economiche, si era rivolto al Rao e, dopo aver ricevuto un primo prestito di 5mila euro, si era ritrovato debitore di somme ingenti, restituite per circa 60mila euro, con un tasso d’interesse ben oltre la soglia legale. L’indebitamento complessivo fino al 2024 avrebbe raggiunto per un totale di oltre 90mila euro suscettibili di ulteriori aumenti in caso di ritardo nei pagamenti delle rate. Le minacce di ritorsioni avevano portato l’uomo a temere per l’incolumità fisica sua e della propria famiglia, gettandolo in una situazione psicologica di prostrazione.

Nel corso dell’indagine - spiegano i carabinieri - si è potuto appurare che un altro imprenditore edile di Modena, in difficoltà economiche, aveva ricevuto prestiti per 30mila euro, consegnando oltre 100mila mila euro nell’arco di 18 mesi, con rate mensili, anche in questo caso con applicazione di tassi di molto superiori a quelli legali e indebitandosi complessivamente per importi di molto superiori.

Una volta delineato il quadro indiziario, le attività investigative di riscontro hanno consentito ai militari dell’Aliquota Operativa, il 2 gennaio, di sorprendere Rao proprio durante la riscossione di una rata di 2mila euro dall’imprenditore, episodio avvenuto a Formigine nella zona ex bowling, dove i militari, al termine di un appostamento, hanno proceduto all’arresto del 49enne.

Nel corso delle attività sono stati rinvenuti oltre 60mila euro, tra contanti ed assegni, nonché varia documentazione tuttora al vaglio della Procura della Repubblica.

I capi d’imputazione provvisoriamente formulati concernono i delitti di usura e, tenuto conto delle gravi minacce adoperate, anche quelli di estorsione. Il Gip, dottor Andrea Scarpa, il 5 gennaio ha provveduto a convalidare l’arresto, disponendo nei confronti di Rao la custodia cautelare in carcere, richiesta dal sostituto procuratore dottor Amara.

Le indagini sono tuttora in corso, anche per l’individuazione di ulteriori debitori dell’arrestato e, in tal senso, "carabinieri e procura della Repubblica - si legge in una nota invitano coloro i quali ritengano di avere stretto accordi sottoposti a tassi di interesse oltre la soglia dell’usura a presentarsi alle forze dell’ordine ed a fornire ampia collaborazione per consentire la ricostruzione del giro di affari e procedere alle conseguenti necessarie valutazioni sui fatti. L’attività dell’Arma dei carabinieri di Modena, coordinata dalla Procura della Repubblica, muove dall’esigenza di contrastare uno dei più insidiosi fenomeni criminali, quale quello dell’usura e delle estorsioni, che colpisce tutti i settori dell’imprenditoria oltreché singoli cittadini, danneggiando l’economia legale, in questo periodo già messa particolarmente sotto sforzo dai pur necessari provvedimenti di contenimento della pandemia da Covid-19".