Camposanto Il mistero: strade del Bosco della Saliceta sono senza padroni

Continue proteste dei residenti per i problemi di stabilità e ora il Comune di Camposanto incarica un’archivista per trovare i proprietari 

CAMPOSANTO. AAA cercasi proprietari delle strade nel bosco della Saliceta. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la nuova strategia adottata dal Comune per definire una questione che da decenni è una spina nel fianco di ogni amministrazione. La manutenzione nella suggestiva località non è mai stata semplice e il passaggio di numerosi mezzi agricoli e di camion incentivati a trovare qualche scorciatoia ha da sempre reso impalpabili gli interventi tampone. Nella zona è molto attivo un comitato di residenti che rivendica maggior attenzione, e nonostante i ciclici incontri con questo o quel sindaco non si è mai giunti ad una definizione esatta del quadro dei disagi. Ora, però, l’amministrazione comunale ha scelto di provare a mettere qualche punto fermo sulla proprietà delle strade: sapere a chi appartiene il sedime viario agevola infatti interlocuzioni e responsabilità manutentive.

Di certo, ammette il Comune, non è della collettività ossia il municipio non ha alcuna proprietà nel Bosco nonostante abbia gestito e tuttora gestica le strade “in parte realizzate in conglomerato bituminoso ed in parte inerte sciolto, con ripetuti interventi manutentivi, resisi necessari stante la natura argillosa del sottofondo”.


Ma le strade del Bosco non sono neppure dell’allora Consorzio, che ne ha formalmente esercitato la rinuncia.

La proprietà, quindi, “non è direttamente ascrivibile ad alcun soggetto giuridico o persona fisica”. E allora ecco che il mistero lo dovrà risolvere un’esperta. Si chiama Silvia Odorici, è un avvocato del Foro di Modena, e dovrà capire di chi sono via Chiaviche, via Ponte Bianco, via Madonna, via Ponte Picchietti, via Bocchetta e Prato Grasso. L’avvocato Odorici dovrà quindi andare a spulciare alcuni archivi storici ed effettuare un’accurata valutazione giuridica per rintracciare i proprietari del Bosco e risolvere così il mistero delle strade che non hanno padroni nonostante nei secoli gli Estensi lo resero il bosco più esteso della Pianura Padana, capace di accogliere centinaia di animali e dare rifugio ai partigiani nella Seconda guerra mondiale. —

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