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Bomporto. Cade dal tetto di un capannone e muore. La famiglia: "Era molto esperto: diteci perchè è accaduto"

Demetrio Zannella, 50 anni, è deceduto in un cantiere a Guastalla. I famigliari: «Vogliamo chiarezza sulla dinamica»

BOMPORTO. «Avevo 16 anni quando ho conosciuto mio marito e non potrò mai dimenticare le sue qualità. Ora vogliamo chiarezza sulla sua morte».

Elena Anguilano è la moglie di Demetrio Zannella, lattoniere, che ieri mattina è precipitato dal tetto di un capannone, alto oltre 10 metri, perdendo la vita. L’infortunio mortale è avvenuto alle 10.15 nella zona industriale a San Giacomo di Guastalla: qui, tra via Salati e via Roncaglio, c’è un capannone in costruzione della Padana Tubi e Zannella, forte della sua esperienza come lattoniere, stava completando le operazioni sul tetto. Improvvisamente, è finito in una fessura presente sulla copertura, cadendo nel vuoto. La dinamica è al vaglio dei carabinieri e della Medicina del lavoro, arrivati sul posto per prendere tutti i rilievi necessari.


Sul posto sono arrivate l’ambulanza della Croce rossa, l’automedica e l’elisoccorso da Parma, ma non c’è stato nulla da fare per Zannella. Il cinquantenne indossava l’imbracatura al momento della caduta. Occorrerà fare chiarezza su com’era agganciata alla copertura.

«Mio marito arrivava dalla provincia di Foggia, io invece vivevo a Modena quando ci siamo conosciuti – racconta Elena – uscivamo nella stesa compagnia di amici e ci siamo innamorati. Era un padre esemplare con i nostri figli, Antonio, 19 anni, e Cristian, 14. Demetrio aveva una grandissima passione per i cani: abbiamo un dalmata di nome Lucky e un altro quattrozampe che si chiama Milo. In più abbiamo tre gatti. Amava moltissimo gli animali. Le ultime parole che ci siamo detti riguardano il lavoro: lui iniziava presto, alle 5 del mattino era già in piedi, pronto per iniziare una nuova giornata di lavoro. Siamo distrutti da tanto dolore e al tempo stesso desideriamo ringraziare tutte le persone che ci stanno dimostrando vicinanza».

L’abitazione di via Verdeta dove risiede la famiglia Zannella, ieri, è stata al centro di un continuo via vai di parenti e amici che hanno portato conforto ai famigliari del 50enne.

«Faceva il lattoniere da 30 anni – aggiunge la sorella di Demetrio, Giovanna che lavora per l’impresa di pulizie del Policlinico – Era molto esperto nel suo lavoro, ci risulta difficile pensare che abbia fatto qualche mossa poco sicura. Per questo intendiamo andare a fondo, per capire cosa ce lo può aver portato via. Lui era un grande lavoratore. Sul luogo dell’incidente c’era anche l’altro mio fratello, Massimiliano, che lo ha visto morire. E anch’io ho voluto andare lì, per vederlo. Io mio fratello l’ho voluto vedere. Non ci aspettavamo che potesse succedere questo. Lui amava molto la sua famiglia, per cui aveva una predilezione molto grande. Non sappiamo se faranno l’autopsia. Di certo, vogliamo sapere la verità, chiediamo chiarezza su quello che è accaduto in quegli attimi terribili».

Anche il figlio Antonio, dipendente della Ferrari lascia un ricordo dell’amatissimo padre: «Mi sono diplomato da poco in meccanica a Maranello – spiega il primogenito – Nostro padre non ci ha mai fatto mancare nulla. Anzi, mi aveva regalato la macchina. È stato un ottimo papà». —

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