Carpi. La morte di Enrico a 22 anni. «Ricorderemo nostro figlio con un fondo in aiuto di bimbi e ragazzi»

Il ricordo dei genitori di Enrico Lovascio, mancato a 22 anni «La sua disponibilità nel darsi da fare sarà la nostra guida» 

CARPI «Nei gruppi, lui era indicato da insegnanti e responsabili come un elemento fondamentale per la sua capacità di andare d’accordo con gli altri e di mettere d’accordo. Lo testimoniano i tanti messaggi di affetto e vicinanza che stiamo ricevendo. Ed è uno degli insegnamenti di nostro figlio che porteremo sempre con noi come guida».



Raffaella e Giuseppe Lovascio ricordano il loro Enrico, scomparso a soli 22 anni a causa della leucemia, mentre ricevono la visita di tanti parenti e amici di ogni età legati a “Erri”, lo studente modello, l’amico perfetto, che non si tirava mai indietro nemmeno davanti ai compiti più difficili. In campo musicale, come tra i suoi amati scout o nel basket: Enrico era sempre pronto ad aiutare.

«Enrico riuniva in sè la creatività, la ricerca del bello e, al tempo stesso, la precisione – raccontano mamma e papà – Lo conferma la sua passione per la musica, che richiede fantasia, ma anche dimestichezza con il ritmo. Quella musica che lui aveva provato a far diventare la sua professione, dopo aver frequentato un anno al Conservatorio di Parma, in seguito al quale si era iscritto a Ingegneria gestionale. Frequentava il secondo anno. E la sua capacità di stare in gruppo era uno dei suoi tratti fondamentali. Lui apparteneva al gruppo Scout Carpi 1, che fa capo alla Cattedrale. E al tempo stesso, come hanno testimoniato nei loro ricordi gli allenatori Pavarotti e Barberis, sapeva fare gruppo nell’ambito del basket, con la partecipazione al centro estivo. E poi la musica: una sua passione che diveniva anche modo per stare con gli altri. Più ambiti che ci insegnano la sua capacità di coltivare relazioni. Il suo amore per il bello che dev’essere il nostro modo di guardare la vita».

La famiglia di Enrico ha in progetto la costituzione di un fondo per sostenere bambini e ragazzi in difficoltà economica nei percorsi di formazione musicale e sportiva nelle realtà locali che hanno contribuito alla crescita di Enrico. In futuro verranno dati i dettagli.

Anche i Groovie Ribs, come tutte le organizzazioni di cui Enrico faceva parte, sono in lutto. Il 22enne aveva iniziato a suonare le tastiere quattro anni fa con il gruppo.

«Abbiamo tantissimi ricordi belli insieme – racconta Maddalena Turci, cantante dei “Groovie” - Momenti in cui ci siamo molto divertiti. Enrico era riservato, poi ogni tanto faceva la battuta e tutti si mettevano a ridere. Io mi divertivo nel chiamarlo “il bello della band”, per la sua riservatezza. E ogni volta era in imbarazzo perché lui non cercava il ruolo da protagonista».

«Lui amava suonare le tastiere, non gli piaceva stare troppo al centro dell’attenzione – prosegue Maddalena – Aveva un grandissimo talento per la sua età: suonava insieme a noi da quando aveva solo 18 anni, ma si capiva già che aveva grandi doti artistiche. Era sempre in prima linea anche nello svolgere i lavori più pesanti dell’essere musicista. Insieme abbiamo suonato a feste, “notti bianche, e tante altre occasioni. Negli ultimi tempi ci aiutava molto con le basi ed è stato un esempio fino all’ultimo», conclude Maddalena.

Enrico era educatore della parrocchia della Cattedrale. Oltre ai genitori Raffaella e Giuseppe, lascia il fratello Davide, seminarista della Diocesi di Carpi, e la sorella Elena.

Per ricordare Enrico è possibile unirsi spiritualmente o in presenza alla preghiera del rosario questa sera alle 19 in Cattedrale.

Le esequie saranno invece celebrate sempre in Cattedrale domani alle 10, con partenza da Terracielo alle 9.30. —