Modena Anche gli animali pagano per il Covid Cani portati indietro per troppe spese

Risvolto amaro della crisi. Ma c’è chi, costretto a casa, riscopre invece la “pet passion” facendo la scelta dell’adozione

MODENA La crisi economica causata dalla pandemia non ha risparmiato nessun settore e nessun ambito del nostro vivere quotidiano, arrivando purtroppo ad incrinare anche la tenuta di certe situazioni famigliari che contemplano la presenza di animali da compagnia.

Succede così che chi ha una cane o un gatto, magari adottato in un canile o gattile della zona, davanti alle varie difficoltà e conseguenze che il Covid ha portato con sé, si veda costretto a rinunciare alla proprietà dell’animale, incapace di continuare a far fronte anche a questa spesa che sul bilancio famigliare costituisce comunque un costo fisso. Che in un periodo come questo può gravare non poco su chi si trova in difficoltà economica a causa della perdita del lavoro o del venir meno di entrate che la pandemia ha reso meno stabili.


Questo trend, per fortuna, è però controbilanciato da quello delle adozioni e degli abbandoni, che in un anno difficile come il 2020 ha registrato dati positivi sul nostro territorio. «Per quanto riguarda gli abbandoni, rispetto agli scorsi anni il 2020 ha visto un trend positivo: i ritrovamenti sul territorio di cani senza microchip sono notevolmente diminuiti così come i tristemente famosi cartoni contenenti cuccioli trovati specialmente all’uscita delle autostrade o in punti di forte passaggio» spiega Elisa Gentilini, volontaria del Gruppo Argo, organizzazione di volontariato che opera all’interno del Canile Intercomunale di Modena. «Possiamo dire che il lockdown, per quanto riguarda questo fenomeno, “ha giovato”. Purtroppo non possiamo dire altrettanto per le rinunce di proprietà: anche a causa delle difficoltà economiche dovute alla crisi pandemica, molte persone ci contattano con volontà di cedere il cane».

Conferma questo andamento anche il canile-gattile Punto&Virgola di Magreta: «Quello appena concluso è stato un anno particolare anche per gli animali. Nonostante le difficoltà, abbiamo totalizzato 107 adozioni di cani e 425 di gatti, per cui ci riteniamo molto soddisfatti», commenta per la struttura Alice Perati, volontaria dell’associazione 4 Zampe per l'Emilia.

«È un grande risultato, viste le grosse difficoltà relative agli spostamenti e alle visite in canile, che abbiamo sospeso da marzo a maggio, e che da maggio ad oggi gestiamo solo tramite appuntamento. Il fenomeno degli abbandoni è però in linea con gli anni passati e la crisi causata dalla pandemia non ha aiutato in questo: molte rinunce sono state causate da perdita di lavoro e quindi incapacità a provvedere economicamente e materialmente al proprio animale domestico».

In città, dai dati forniti dall’Ufficio Diritti Animali del Comune di Modena, che si occupa del canile in collaborazione con la cooperativa sociale Caleidos e con i volontari del Gruppo Argo odv, i cani adottati sono stati circa 140, di cui “solo” 50 cuccioli. Contrariamente al solito, infatti, la maggior parte delle famiglie ha optato per adottare un cane adulto (o giovane adulto) e una decina di cani di età superiore ai 10 anni hanno trovato casa. —

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