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Vignola. Sileri: «Vaccinazioni di massa anche nelle nostre piazze»

Il viceministro confida in una rapida disponibilità anche del terzo siero Obiettivo 20 milioni di vaccini entro il mese di giugno

Elena Pelloni

Si è tenuto ieri sera, virtualmente a Vignola, l’incontro con il viceministro della Salute, Paolo Sileri. “Vaccinarsi in tempo di Covid” il tema dell’evento online organizzato dal centro LiberaParola, a cui sono intervenuti il medico Michele Garagnani e lo psicoanalista Maurizio Montanari. A condurre, la giornalista Germana Zuffanti.


«L’arrivo del vaccino cambia l’andamento dell’epidemia perché alza i livelli di protezione - esordisce Sileri - è importante che questa interessi non solamente i patri confini, ma anche i Paesi limitrofi. Perché se anche raggiungessimo una protezione di gregge, chiamiamola pure così, del 75% con il virus ancora in circolo in chi ci abita accanto, l’operazione rischierebbe di rivelarsi inutile». A oggi sono due i vaccini approvati in Europa: a quello Pfizer-Biontech si è aggiunto mercoledì il siero Moderna. Due miliardi le dosi stabilite per l’Europa.

«Dovremmo arrivare nel primo trimestre del 2021 a quasi 12 milioni di dosi in Italia. Significa vaccinare 6 milioni di persone» sottolinea Sileri. Fondamentale nella partita contro il virus il ruolo di Astrazeneca, vaccino alle fasi finali di approvazione. Secondo i conti del Ministero, con questa arma ulteriore si arriverebbe alle 40 milioni di dosi nazionali nel primo semestre 2021. Si tratterebbe di 20 milioni di persone. «Sommando quelle vaccinate con Pfizer e Moderna, si arriverà a una copertura significativa per l’intera popolazione - aggiunge il viceministro - la popolazione potrà vaccinarsi, su basa volontaria, in diversi luoghi: oltre ai centri adibiti, sarà disponibile anche in farmacia. Stiamo inoltre pensando ad apposite tensostrutture nelle piazze».

«Se il cronoprogramma procederà come preventivato, le cosiddette fasce non a rischio accederanno al vaccino verso la primavera» ha ribadito Sileri. E sulla questione dell’obbligo ha osservato: «Per ora il problema dell’obbligo non si pone, perché le dosi necessarie per tutti ancora mancano. Intanto arriviamo ai due terzi della popolazione vaccinata. Poi vedremo». —

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