Appennino sotto la neve. Da Serramazzoni alla Garfagnana per liberare i borghi isolati

In 4 super specializzati con turbine per 12 ore al giorno nel versante lucchese Intervennero a Rigopiano. «Torneremo nel Modenese aprendoci le strade»

Passo delle Radici sommerso dalla neve



APPENNINO MODENESE La definizione più azzeccata sarebbe “gli angeli della neve”, ma forse questa etichetta rischia di non piacere troppo ai quattro protagonisti della nostra storia. Già, perché qui si parla di gente pratica. Gente capace di lavorare per 13 ore al giorno in condizioni anche precarie. Non c’è tempo per troppi fronzoli, meglio badare al sodo. Loro sono Massimo Castellari, Michael Tebaldi, Mattia Manfredini e Gilberto Leonelli. I primi tre arrivano da Serramazzoni, il quarto da Zocca.

Da giovedì sono in Appennino, in particolare nel versante lucchese, a spalare la neve con i loro imponenti mezzi meccanici. Chiamati, con urgenza, dalla Protezione civile e dalla Misericordia della Garfagnana. Ci sono paesi e borghi isolati, persone che hanno bisogno di essere soccorse. Alcune strade sono ricoperte da metri di neve. È così per quelle che portano, ad esempio, a Massasassorosso o a Pian dei Sisi. Serviva un aiuto, serviva qualcuno di esperto in certe situazioni.

Servivano Massimo, Michael, Mattia e Gilberto. Un gruppetto di spalatori che era sceso in campo anche nel 2017, in Abruzzo. La zona quella di Rigopiano, la frazione del comune di Farindola tristemente conosciuta per la slavina caduta sull’hotel Gran Sasso. Tragedia che è costata la vita a 29 persone. Anche in quei difficili giorni, i trattori modenesi erano al lavoro. Impegnati senza sosta a liberare le strade per arrivare nei vari centri abitati della vasta area abruzzese. Lo stesso intervento che si sta concretizzando in questi giorni.

Il racconto che arriva è quello di Stefano della “Annovi Aldo” di Corlo. La ditta, che si occupa di macchine per l’agricoltura e per la viabilità invernale, fornisce direttamente i quattro trattoristi-spalatori. Un supporto che continua anche in questi giorni di intensa attività: «Ci sentiamo in continuazione – conferma Stefano – anche per consulenze nel caso ci fossero problemi tecnici. Ma la storia da raccontare è solamente la loro. Non hanno esitato un momento e ancora una volta sono partiti per aiutare chi è in difficoltà. Mi piace sottolineare che qui non c’entrano i soldi. I ragazzi, infatti, ricevono solamente il rimborso spese. In questo caso stiamo parlando davvero di passione e di attenzione verso gli altri. Da giovedì sono alla guida dei mezzi per circa 12 o 13 ore al giorno. Lo fanno in situazioni non certo semplici, là la neve è davvero tanta. Stanno aprendo le strade che portano ai piccoli borghi rimasti isolati. Un contributo fondamentale, lo stesso che alcuni di loro avevano dato anche in Abruzzo nel 2017».

Raggiungere il territorio della Garfagnana non è stato semplice. Il gruppo di Serra ha dovuto caricare i mezzi su di un camion per circumnavigare l’Appenino tosco-emiliano. «Esattamente – continua Stefano che è in costate contatto con i clienti-amici – hanno raggiunto il versante lucchese da Firenze passando per l’autostrada. Non avrebbero potuto fare diversamente. Scenderanno poi dalle strade di montagna, una volta che le avranno liberate. E state sicuri che le libereranno. Tutti e quattro sono ragazzi davvero instancabili oltre che appassionati. Stanno facendo un lavoro eccezionale, il loro aiuto è prezioso per tutte quelle persone rimaste bloccate da una nevicata così importante».

Si entra quindi nel dettaglio: «Mi raccontano che ci sono zone con due metri di neve e oltre. Gli spalatori di Serra sono, come detto, impegnati nel versante puramente toscano, mentre Gilberto è al lavoro proprio in zona Abetone e quindi “sconfina” anche nei territori del Modenese. Le loro giornate sono sempre sul trattore. Hanno iniziato giovedì e ne avranno per un altro paio di giorni. Prossimamente, poi, saliranno anche altri dalla provincia di Modena per dare una mano con i loro mezzi e soprattutto con la loro esperienza. Ecco, è proprio l’esperienza che sta facendo la vera differenza in questo frangente così complesso». —

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