Modena Basta una sedia per far felice chi ha più bisogno

MODENA “Una sedia per ricominciare” è il nuovo progetto che guarda alla sostenibilità, all’economia circolare, all'integrazione e alla solidarietà nato dalla collaborazione tra Bibendum Food Experience, il catering e ora anche location (Convivio) dove consumare bruch domenicali di via Natalia Ginzburg a Modena, e Porta Aperta, con la sua impresa sociale “Arca lavoro” che si occupa di creare opportunità di inserimento lavorativo per fasce di popolazione svantaggiate e fragili.
 
L’idea di partnership tra le due realtà ha visto nascere così un proficuo coinvolgimento tra l'impresa, i volontari dell'associazione, i richiedenti di protezione internazionale ospiti di Porta Aperta e altri soggetti del territorio come parrocchie e gruppi scout. «Visti i tempi bui per tutti, ma in particolare per chi si trova in condizione di povertà estrema – racconta Sabrina Lazzereschi, responsabile creativa di Bibendum - abbiamo pensato di offrire ai nostri clienti un'esperienza sociale oltre a quella gastronomica.
 
Prima che i decreti governativi ci chiudessero totalmente abbiamo così pensato di esporre e utilizzare durante il corso delle mattinata delle aperture per il brunch domenicale, arredi, oggetti e sedie provenienti da “Arca, mercatino del riuso”, rigenerati grazie al lavoro degli ospiti di Porta Aperta e dei volontari. La particolarità del progetto consiste però nel fatto che tutti gli arredi a fine pranzo, possono essere acquistati dai clienti e l'intero ricavato delle vendite viene devoluto all'associazione di strada San Cataldo a favore del progetto per la distribuzione dei pasti caldi alle persone senza dimora».
 
Gli oggetti che vengono rigenerati e utilizzati per l’iniziativa sono quelli raccolti nei magazzini di Arca che invece di essere rivenduti subito a bassissimo prezzo, subiscono un restauro e una rigenerazione con l'acquisto di una nuova vita.
 
«Quando Sabrina Lazzereschi ci propose le sue intenzioni, l'idea sembrò a tutti meravigliosa – spiega Giuseppe Goldoni, responsabile delle attività di volontariato dedicate alle famiglie presso la mensa dell’associazione – così insieme alla competenza della volontaria Patrizia Vezzalini, ex insegnante in pensione ma figlia di un falegname, abbiamo reso immediatamente attuativo il progetto che non solo rientra nell’ambito di iniziative sostenibili a favore di un minore impatto ambientale ma permette all’associazione una maggiore entrata economica utile all’acquisto di beni alimentari per la preparazione dei pasti caldi giornalieri d’asporto, la cui richiesta ha subito un importante incremento a causa della crisi sanitaria. Ma non solo, l'iniziativa ha permesso di dare il via, grazie alle competenze di Patrizia, anche ad un vero e proprio laboratorio di restauro, insegnando un mestiere ai ragazzi ospiti che peraltro hanno lavorato a braccio con i volontari e le loro famiglie favorendo anche il processo di integrazione».
 
Il progetto ha ben presto visto anche il coinvolgimento di alcune realtà del quartiere Sacca e Madonnina che gravitano attorno all’associazione. «Il gruppo scout della Cittadella, vista l’impossibilità di fare uscite in questo periodo – continua Goldoni - si è infatti offerto di svolgere l’attività di restauro presso il loro centro di ritrovo così come le famiglie del gruppo post cresima della Parrocchia Sacro cuore di Gesù della Sacca. Inoltre visto l’inasprimento delle regole della sicurezza anche le famiglie di volontari di Porta Aperta, non potendo più ritrovarsi nel nostro cortile, hanno deciso di continuare i lavori da casa. Abbiamo allora creato “il manuale del restauratore” facendo in modo che l'attività appena nata non si arrestasse arrivando così a restaurare e a vendere fino ad ora più di un centinaio di arredi».
 
Il progetto però sembra già evolversi: «L’idea è quella di ampliare i luoghi dove gli arredi rigenerati potranno essere utilizzati e venduti- conclude lo stesso Goldoni – Sabrina Lanzereschi sta già coinvolgendo locali del centro storico e l'associazione Modenamoremio affinché questa buona pratica venga diffusa e già ci sono alcuni ristoratori che si stanno dimostrando entusiasti. Ma un’ulteriore sviluppo potrebbe essere anche quello di creare un nuovo vero e proprio servizio di restauro che Arca lavoro potrebbe offrire a chiunque desideri dare una nuova vita e un nuovo colore ai propri vecchi mobili». —