Modena “Come nelle fiabe” Il tributo di Sergio al suo mito Vasco

“Come nelle fiabe che tu mi racconti, vorrei un mondo di bimbi che sorridono. Come nelle fiabe che tu mi racconti. Un mondo di grandi che non piangono mai. Come nelle fiabe, sai quelle più belle, vorrei che per tutti fosse così. Come nelle fiabe guardo le stelle perché è qualcuno che mi ascolta lassù”.
 
Con il testo dolcissimo del brano “Come nelle fiabe” Vasco vinse l’Usignolo d’oro nel 1965: ufficialmente il suo primo successo. Il rocker di Zocca cantò nella serata finale del concorso canoro indetto dalla “Società del Sandrone” e vinse con la canzone inedita di Marengo-Bononcini. 
 
La canzone, ora, ha ripreso ha circolare sui social e i canali musicali in una veste inedita, totalizzando migliaia di visualizzazioni. Si tratta dell’omaggio che lo storico fan di Vasco Sergio Vistocco ha voluto tributare al Blasco. Vistocco, ogni anno, pandemia permettendo, organizza la festa di compleanno di Vasco e a Zocca ormai è conosciutissimo, anche dalla mamma del Kom, Novella, che ogni tanto sente al telefono. 
 
«Ho custodito gelosamente quello spartito che ho potuto ottenere grazie alla Società del Sandrone – racconta emozionato Vistocco – Ho recuperato le parole e ho cercato di inserirle nel ritmo giusto. Poi ho raggiunto uno studio di registrazione, dove un fonico mi ha assistito in tutte le fasi. Ho realizzato un paio di provini per riscaldare la voce e raggiungere il tono giusto. Io non canto abitualmente da oltre 40 anni, poi fumo, non è stato facile, ma ho cantato dovunque potessi, anche in macchina, per allenare il mio timbro vocale. Il primo provino ho dovuto rifarlo perché mi ero dimenticato una parola. Il secondo è stato perfetto. Così ho registrato il cd e l’ho già affidato ai canali giusti perché Vasco se lo trovi tra le mani». 
 
La canzone interpretata da Vistocco è stata pubblicata su Youtube. In pochi giorni ha raggiunto migliaia di visualizzazioni.
 
«Il brano scritto da Gigi Marengo e musicato dal maestro Bononcini è diventato un vero e proprio must – Prima di Vasco all’Usignolo d’oro cantò una bambina che prese 99 punti. Lui cantò il suo pezzo, per un punto superò la concorrente con il punteggio di 100 e vinse una bicicletta. Sapere che dopo tanti anni ho avuto il piacere di avere questo spartito, con questa melodia è un privilegio. Quando l’ho messa in musica non nascondo che ho pianto. Spero che anche Vasco la possa ascoltare. E confido che anche i fan del Blasco, che sono di palato fine, possano amarla». 
Non è l’unico omaggio che Sergio Vistocco realizzerà per Vasco. «Sto scrivendo un libro sul Kom che sfiora le mille pagine – aggiunge – Vasco mi ha promesso di ricevermi per parlarne, in un’occasione in cui l’ho incontrato insieme al maestro Celso Valli, non appena avevano finito di registrare il brano “La verità”. “Ci vediamo in ufficio da me”, mi ha detto il Kom»- 
 
L’Usignolo d’oro come trampolino di lancio nel mondo della musica è stato ricordato dallo stesso Vasco pochi giorni fa. Con il cuore sempre nella sua Zocca, il Kom vinceva la finale del concorso canoro, al Teatro Comunale di Modena. 
 
«Votavano dieci ragazzini con la paletta - racconta Vasco sui social – Canta una bambina carinissima di Finale Emilia, molto brava, e prende tutti 10 e un 9: io vado fuori pensando che abbia già vinto lei. Canto anch’io e, quando torno dietro le quinte, comincio a sentire: Dieci, dieci, dieci, dieci, dieci... Tutti dieci, cento su cento». 
Dopo il successo in quello che potremmo definire uno “Zecchino d’oro modenese”, Vasco venne invitato in seguito ad altre manifestazioni, in cui veniva presentato come il vincitore dell’Usignolo d'Oro.
 
«Mi sentivo come il vincitore di Sanremo, pensavo di essere già un cantante e non capivo perché dovessi continuare ad andare a scuola», ironizza Vasco. Grazie alla vittoria gli venne dedicato persino un articolo su un giornale locale, che il rocker conserva ancora, in cui veniva descritto come “Il bimbo autodidatta di Zocca che ha imparato a cantare portando le pecore al pascolo”. Questo il Kom non l’ha mai dimenticato, anzi, ne ha fatto il suo punto di forza. «Essere di Zocca a quel punto era diventato un orgoglio per me. Infatti ho voluto mantenere la residenza qui, nel mio paese. Non ho mai pensato a Montecarlo», conclude. —