Modena Scuola nel caos, 300 in piazza «Siamo delusi Basta aspettare»

Sempre più numerosa la protesta del comitato modenese «Vogliamo azioni concrete, garanzie e nuove risorse» 


MODENA “Bonaccini ridacci la scuola!”, recitava uno dei cartelli sorretti dagli oltre 300, tra genitori, insegnanti e studenti scesi in piazza Grande ieri pomeriggio a Modena alla manifestazione indetta dal gruppo modenese di “Priorità alla scuola”.

Modena, Priorità alla scuola di nuovo in piazza: "Basta! Fateci tornare in classe"

Delusione e rabbia erano i sentimenti comuni dei presenti, spiazzati dalla decisione di Bonaccini di posticipare per l'ennesima volta la riapertura delle scuole superiori. L'appello della piazza è alle istituzioni nazionali e regionali affinché almeno si usi questo tempo per progettare una ripartenza certa, sicura ed non più rimandabile con un piano strategico concreto e condiviso. Un altro ritardo non sarebbe più tollerabile da parte dei ragazzi, che dichiarano di essere sempre più stanchi, delusi e demotivati a causa del perpetrarsi di questa situazione che ormai divide anche l'opinione pubblica con polemiche dilaganti sui social.

«La discussione che ci interessa portare avanti – afferma la portavoce del gruppo organizzatore Emanuela Ciambellini- non è quella di saltellare tra le percentuali di alunni presenti e distanti (rientro al 25, 50 , 75%) – vogliamo vedere azioni concrete affinché i ragazzi tornino a scuola perché questo permanere in didattica a distanza sta creando gravi ripercussioni psicologiche e di apprendimento. Pochi giorni fa Save the Children ha pubblicato una ricerca che mette in evidenza come 34 mila studenti in Italia siano a rischio abbandono scolastico.

Questo non ce lo possiamo permettere. Sei milioni di studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado con i loro 600 mila docenti frequentano l’85% delle sedi scolastiche dallo scorso settembre - continua la portavoce- con la dimostrazione che si, è vero che nelle scuole possono avvenire i contagi, ma i dati resi noti dall’ Istituto Superiore di Sanità dimostrano che i protocolli, se applicati correttamente, funzionano. L’incidenza di positivi tra studenti è pari allo 0,25% della popolazione generale e quella degli insegnanti oscilla tra l’1 e il il 2%».

Il gruppo chiede che si investano risorse attraverso un incremento del personale docente e Ata (classi da 30 ragazzi sono troppo rischiose). Di conseguenza si ripristino edifici dismessi per l’ampliamento degli spazi e si potenzi una volta per tutte il trasporto pubblico locale. Dal punto di vista sanitario poi, oltre al potenziamento del sistema di tracciamento, si chiede che gli insegnanti e il personale Ata possa essere inserito nella fase 1 dei vaccini. In piazza anche una rappresentanza dei docenti guidata dal Liceo Muratori San Carlo che non sono d’accordo sulla ripartenza su turni.

«Da pochi giorni abbiamo dato il via ad una raccolta di firme sulla piattaforma Change.org dal titolo “Scuola sicura: si trasporti, no turni” – spiega la professoressa Sara Furlati - Abbiamo già raccolto quasi 6000 firme. Nel nostro caso l’idea dei turni è pessima perché non tiene in considerazione che un altissimo numero di studenti proviene da fuori Modena e se la zona arancione proseguirà, come è probabile che sia visto l’andamento dei contagi, i bar così come le biblioteche rimarranno chiuse e allora dove andranno questi poveri ragazzi nell'attesa dei mezzi o dell'orario di entrata a scuola? Serve concertare gli orari scolastici con i trasporti ma fino ad ora non ci si è organizzati».

Tanti anche i genitori preoccupati per il benessere psicologico dei loro figli: «Vedo mia figlia spegnersi ogni giorno di più - conclude Anna Botti mamma di Sara di prima superiore - la delusione di non poter rientrare in classe è stata tremenda sia per lei che per tutti i suoi compagni. E' inaccettabile che siano i ragazzi a dover pagare il prezzo più caro». —

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