Modena Un’altra visione dell’Erre Nord sogna in grande

MODENA Un modo per resistere, per gridare a suon di movimento che l’arte non si ferma, la danza è ovunque. Sperimentare coreografie e lezioni all’aperto per un’artista è sempre sinonimo di ricerca e quando il palcoscenico diventa un luogo particolare come il condominio R-Nord di Modena, il risultato è davvero suggestivo e sorprendente. 
 
«Abbiamo cercato di sfruttare, in positivo, il negativo di questa esperienza storica, cercando possibilità alternative all’interno del nostro corpo e della nostra mente in relazione con l’ambiente esterno e il poter approfittare degli spazi interessantissimi dell'R-Nord ci è stato di grande ispirazione, anche per portarci a sviluppare materiale di videodanza attraverso cui stimolare in modo trasversale i nostri allievi – spiega Serena Mignano, referente dell’associazione sportiva dilettantistica Lust che dal 2010 gestisce il Centro la Fenice presso gli spazi di R-Nord – Un modo per cogliere la sfida di trasformare un problema in opportunità, sostituendo ciò che ci è stato tolto da questo periodo, come le sale e il contatto tra danzatori, con il lavoro al suolo con altri spazi, priorità e forme di linguaggio». 
 
Gli spazi esterni di R-Nord e del quartiere hanno sempre fatto parte dei progetti del centro e continueranno a esserlo, regalando ai cittadini una visione diversa e positiva di questo luogo, noto ai più per problemi di degrado ma la verità è anche un’altra, fatta di arte e integrazione. In questi anni, infatti, sono state fatte tante iniziative gratuite aperte al condominio e al quartiere collaborando tra realtà vicine, dal Portierato Sociale alla Croce Rossa.
 
«Dai workshop di danza con guest nazionali ed internazionali a spettacoli negli spazi di R-Nord, dalle famose cacce al tesoro alle Jam di musica e danza la domenica pomeriggio – spiega Serena - Oltre al Funky Fresh, abbiamo gestito il festival “Interdipendenze”, che ha vinto il bando Siae “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura” edizione 2017. Il festival ha visto l’adesione anche dello stesso condomino, che affacciato ai balconi ha applaudito e sostenuto gli artisti! Per i più piccoli abbiamo poi creato la “Lettura Animata” e la rassegna di Danza “Piccoli Talenti”, due momenti importanti che hanno visto partecipare centinaia di bambini con le loro famiglie». 
 
Appena è scattata la chiusura lo scorso marzo, il centro la Fenice si è subito attivato per fare lezioni gratuite sperimentando le varie piattaforme e imparando a gestire tutti i mezzi tecnologici disponibili, per rimanere vicino ai soci e dare loro un momento di respiro durante il periodo di blocco totale.
 
«Abbiamo utilizzato quel periodo per formarci e per imparare a gestire le nostre attività in modo diverso – spiega Serena - Questo ci ha permesso di riaprire garantendo sia le lezioni in presenza sia on line con le discipline che possono farlo. Sono proseguiti i corsi di Danza e Arti Marziali per i bambini di sei anni in poi, i corsi Danza in Fascia, FitBoxe e Pilates, con tanto supporto e sostegno delle famiglie e di tutti i soci. Nel mese di ottobre siamo riusciti a gestire all’aperto i corsi di Danza Contemporanea, Capoeira e qualche corso di Danza Classica». 
 
La collaborazione tra realtà limitrofe è un elemento distintivo di questo luogo della città: la Fenice negli anni ha avuto la fortuna di collaborare con la Croce Rossa, le scuole Marconi, Coop Allenza, il Comune, con artisti come Tommaso Mori e con Luciano Bosi del Museo “Quale Percussione?” che ha sede nel palazzo. «La prima volta che sono entrata nel condominio il clima che si respirava era di paura e timore – conclude Serena - Avevo 29 anni e l’unica cosa che vedevo era un condominio che aveva la possibilità di rinascere, da qui il nome del Centro la Fenice.
 
Ho visto questo condominio trasformarsi, lottare per cambiare e cercare di creare qualcosa di nuovo. Ogni volta che si nota qualcosa che non va, si crea una rete di richieste e interventi che porta a risolvere la situazione in brevissimo tempo. Ma all’esterno questo non arriva. Rimane l’etichetta della zona pericolosa. Invece qui mi sento sicura, perché so che quando succede qualcosa la zona è videosorvegliata, la polizia di quartiere e il Comune se ne prendono carico.
 
Questo condominio e la sua galleria hanno solo bisogno di essere vissuti dalle persone, di essere attraversati da studenti e famiglie per riprendere colore. È necessario prendersi cura della propria città, viverla e collaborare al cambiamento con l’aiuto di tutti». Per info: www.centrolafenice.net —