Sassuolo. «Case dell’acqua, il Comune non paga». La risposta del sindaco
 

Il gestore accusa la giunta Menani che ribatte: «Non ci sono tracce di un contratto vero e proprio»

Sassuolo. Il dibattito sull’eliminazione delle casette dell’acqua prevista a giorni si sposta sul piano economico. Il Comune non paga da tempo, affermando che non esiste una convenzione firmata tra le parti, il gestore afferma il contrario e così chiuderà tutto.

La convenzione tra l’amministrazione, all’epoca della giunta Caselli, e la ProAcqua group di Rovereto, Trentino, era stata ufficializzata con tanto di conferenza stampa, nel 2014, con riferimento a quattro casette, che erogavano acqua naturale e frizzante. Il costo per il Comune era di 200 euro a casetta, calcolato al mese. Nei primi tempi tutto è andato bene, ma già prima della fine del 2017 sono cominciati i problemi.


«Ho iniziato a chiedere il pagamento degli insoluti – dice l’amministratore delegato di ProAcqua Cristian Ferrari – ma non ricevevo risposte. Quando sono diventato più pressante il referente si è prima trincerato dietro una malattia, poi ha motivato dicendo che non era compito suo e i soldi devono ancora arrivare».

Il sindaco attuale, Francesco Menani, dà una versione diversa.

«Si tratta di una vicenda che era stata portata avanti da Sgp – dice il primo cittadino – ma sulla quale c’è quantomeno poca chiarezza. Dopo le richieste da parte della società ProAcqua nell’ultimo anno abbiamo fatto alcune ricerche ma di un contratto vero e proprio, sottoscritto, non ci sono tracce».

Al di là della diatriba di carattere economico quello che ha fatto emergere il problema della rimozione delle casette a Sassuolo è quanto siano apprezzate dai cittadini.

«Noi in famiglia avevamo preso il ritmo giusto e devo dire che l’acqua è veramente buona – dichiara un sassolese che da anni utilizza il servizio – Non vedendo più la casetta nella zona ho chiamato la ditta ed ho appreso che è questione di insoluti con l’amministrazione».

Altri Comuni, come ad esempio, Fiorano, hanno optato per l’acquisto delle casette e superato il problema conseguente del canone mensile, anche se quest’ultima è una soluzione frequente.

«Sono moltissimi i Comuni che non comprano gli impianti – aggiunge Ferrari – ma danno un contributo per offrire il servizio. Noi diamo l’opzione di togliere il contributo se le erogazioni superano i 400 litri al giorno e quindi gli incassi coprono interamente i costi di gestione e l’ammortamento dell’impianto. Abbiamo appena vinto un bando in provincia di Padova dove ci pagano 450 euro al mese a impianto (e sono 24 impianti) come contributo e si fanno carico di acqua e corrente e ovviamente non ci chiedono la Tosap, cosa che invece Sassuolo pretende pure».

Facendo i conti il debito da parte del Comune sarebbe di 30mila euro.

«Se non verranno trovati documenti, ma ne dubito – aggiunge Menani – siamo nel giusto a non pagare visto che non è logico che una pubblica amministrazione dia soldi a un privato per un servizio che dovrebbe essere a costi e benefici. Se la società non si era accollata il rischio d’impresa che tipo di pretesa può accampare adesso? Nessuna».

Intanto il Partito Democratico accusa la giunta guidata dal sindaco Menani e annuncia la presentazione di una interrogazione nel primo consiglio comunale utile, a febbraio.