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Coronavirus, c’è un valore che spinge l’Emilia in zona rossa, ma Bonaccini: «Non passerà»

Da oggi si entra in arancione ma il nuovo indicatore voluto dal Governo penalizza la regione. Il presidente in visita a Baggiovara: «Possiamo vaccinare tutti mesi prima della fine del 2021»

MODENA Da oggi l’Emilia Romagna è in fascia arancione, ma rischia di finire in rossa con il nuovo Dpcm allo studio del Governo che entrerà in vigore dal 16 gennaio. Ciò a causa di un nuovo parametro nel monitoraggio settimanale: con un’incidenza di 250 casi ogni centomila abitanti in una settimana si andrà diretti in zona rossa. Al momento ad esempio il Veneto sarebbe a 454, peggior dato del Paese; l’Emilia-Romagna segue con 242. Un valore limite e che rende la zona rossa una possibilità concreta.

Modena, il presidente Bonaccini a Baggiovara tra vaccinazioni e rischio zona rossa



Non così per Stefano Bonaccini che oggi incontrerà il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia assieme agli altri presidenti per discutere il nuovo provvedimento: «Quel limite non l’ha chiesto nessuna Regione e, se volete la mia impressione, non entrerà fra quelli utilizzati per decidere la colorazione o lo spostamento delle Regioni. Domattina (oggi, ndr) ci confronteremo con il Governo e come sempre cercheremo di fare il meglio possibile per capire quali possano essere le misure ulteriormente gestibili a livello nazionale».

Bonaccini ha commentato la situazione ieri pomeriggio, al termine di una visita al centro unico vaccinale per il Covid all’ospedale di Baggiovara. Qui, accompagnato dai direttori dell’Ausl Antonio Brambilla e dell’Azienda ospedaliero universitaria Claudio Vagnini, ha portato i saluti ai dipendenti al lavoro per garantire, anche di domenica, il prosieguo della campagna, anche a nome del ministro della Salute Roberto Speranza.

Tra il personale anche Alda Reggiani, la prima modenese ad essere stata vaccinata il 27 dicembre: «L’ho salutata e mi ha detto che domenica prossima sarà già sottoposta alla seconda iniezione – ha commentato Bonaccini – Significa che la campagna sta proseguendo a tamburo battente. Non amo la gara tra Regioni, leggo statistiche di tutti i tipi. L’importante è la buona reazione: siamo quella che, per numero di abitanti, ha reagito meglio. Abbiamo preso il ritmo e andiamo avanti con numeri elevati: già due volte abbiamo superato i 10mila vaccini al giorno in Emilia Romagna».

Nemmeno il caso “vaccini ai parenti” che a Baggiovara è esploso frena la corsa, anche se il presidente ha voluto chiarire che «seppur di fronte a un errore in buona fede, in questa terra chi sbaglia paga, ma senza criminalizzare nessuno».

La visione deve essere ampia: «Nelle prossime 48 ore dovrebbero arrivare 52mila dosi. Se sarà così, non avremo nessuna necessità di fermarci. C’è un’organizzazione straordinaria e per questo il nostro pensiero va già a marzo, perché dovremo essere pronti alla più grande vaccinazione della storia che coinvolgerà tutto il resto della popolazione. Vogliamo aumentare i punti vaccinali e si sta lavorando a un accordo con i medici di base». Per Modena l’Ausl è al lavoro per allestire «un grande centro presso l’ex Aeronautica. Vogliamo fare bene perché sappiamo che si può terminare tutto non a fine anno, ma anche mesi prima. Più cittadini saranno vaccinati, più quell’effetto di immunità di gregge potrà essere anticipato».

Oltre a chiedere al Governo aiuti per tutte le attività in difficoltà e unità politica per gestire al meglio la situazione, sul presente restano alcuni nodi scottanti, come la scuola: «Capisco il ministro Lucia Azzolina che avrebbe voluto anche le superiori in presenza, ma se quasi tutte le Regioni hanno deciso di rimandare la decisione non è perché siamo sciagurati. A me è dispiaciuto tantissimo prendere questa scelta. Le voglio dire però che in me troverà la sponda per dare centralità all’istruzione: sono d’accordo con lei, se l’Italia vuole competere deve farlo investendo nelle intelligenze».

E poi ci sono tutti gli altri aspetti della vita dei cittadini che resta fortemente condizionata dalle restrizioni in atto, con limitazioni per le uscite e le attività di ristorazione. In più all’orizzonte, almeno per quelli emiliano-romagnoli, lo spettro di una zona rossa incombente. E ieri i dati non sono migliorati, anzi. Nel Modenese i nuovi positivi sono 393, con tre pazienti in Terapia intensiva e 20 in altri reparti Covid. Si aggiungono 7 decessi: un 87enne di Modena, un 86enne e un 76enne di Formigine, una 85enne di Bastiglia, una 80enne e una 94enne di Modena e una 85enne di Castelfranco. Numeri alti anche in Emilia Romagna dove si contano 2.193 nuovi casi e 58 morti. Dall’altra parte si corre con i vaccini: sabato sera le dosi somministrate a Modena erano 9.757. In Emilia Romagna ieri alle 18.30 erano ben 67.317. —

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