Il cinema e Castelfranco piangono il collezionista Maurizio Baroni 

Ha donato la sua collezione di locandine alla Cineteca di Bologna, ha scritto libri e conosciuti grandi attori: se ne va a causa di una malattia

castelfranco. Maurizio Baroni se n’è andato, vinto dalla malattia, ma lasciando a chi resta un bagaglio culturale inarrivabile. Lui, tra i più importanti esperti di cinema in Italia, collezionista inarrivabile di locandine di film, capace di donare circa 25mila pezzi (tra manifesti, locandine e fotobuste di pellicole girate tra il 1945 e il 1978) alla Cineteca di Bologna. Perché Baroni era un po’ il custode del cinema, depositario di un mondo - quello dove il grande schermo era un momento di socialità e di cultura - che ormai non c’è più. Ma quella passione e autorevolezza lo hanno reso tra le persone più amate dagli attori. Storica e celebre è l’amicizia con Carlo Verdone “con Giuliano Gemma, ad esempio, ci siamo frequentati per vent’anni – ricordava – Anche con Nino Manfredi avevo uno splendido rapporto”. E poi c’era la sua Castelfranco che tanto amava alla pari di Parigi, di fatto la sua seconda casa.

Figlio del maestro Baroni, un’altra istituzione del paese, Maurizio aveva aperto una cartolibreria che per i bambini del tempo era un luogo quasi magico. «Da Maurizio trovavi tutto quello che cercavi – ricorda l’attuale assessore alla Cultura, Rita Barbieri – È stato tra le persone più importanti della nostra città, portando la cultura in piazza. Penso, ad esempio, ai primi eventi con Babbo Natale o la Befana, che per noi erano qualcosa di unico e bellissimo».


E quel ruolo di grande custode dell’arte, del cinema e delle colonne sonore di cui era grande collezionista, lo portò a frequentare con costanza la casa di Ennio Morricone per scrivere un libro di 370 pagine in cui ha raccolto in ordine cronologico tutte le colonne del maestro dal 1961 ad oggi. Un libro che avrebbe voluto presentare anche a Roma, bloccato però dal Covid. Pandemia che, unita alla malattia, ha fermato sul nascere alcuni progetti locali su cui Baroni stava lavorando con l’amministrazione comunale. «Avremmo voluto riprogrammare insieme un percorso sul cinema – confessa l’assessore Barbieri – Per lui c’era sempre una sedia riservata nelle nostre rassegne e quella sedia resterà libera anche in futuro. Maurizio ha sempre amato ogni cosa che ha fatto. La sua vita è una specie di racconto caratterizzato dall’amore per l’arte. Uomo ironico, simpaticissimo, spassoso ci mancherà tanto e mancherà a Castelfranco che ha accompagnato nella sua trasformazione. Oggi, con i cinema chiusi e la sua morte possiamo dire che la cultura piange. Proveremo ad onorarlo al meglio, organizzando qualcosa di duraturo che ce lo possa ricordare come lui ha scelto di darci il meglio di sé con mostre, eventi, consigli».

«Un vero orgoglio della nostra città – fa eco il sindaco Gianni Gargano – Premiato dal sindaco Reggianini con il premio della Città “Aes Signatum”. Maurizio Baroni, è stato uno dei più noti esperti italiani di cinema, collezionista inarrivabile di locandine di film, interlocutore di personaggi incontrati sui set e nei retrobottega della settima arte. Legatissimo alla nostra città a cui non ha mai fatto mancare il suo contributo mettendo a disposizione la sua straordinaria passione. Oltre i 25 mila cimeli raccolti: il 3 Gennaio 2014, Maurizio li ha donati alla Cineteca di Bologna. Numerosi i suoi libri in particolare ne voglio ricordare due: quello dedicato al maestro Morricone e quello che racconta la nostra comunità: “Il mio paese. I luoghi e le persone che hanno fatto da contorno ad un’epoca … la mia”, diceva nell'introdurlo». —

F.D.

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