Contenuto riservato agli abbonati

Modena. È  morto Gigi Taddei, investigatore privato e autore di teatro

 Poche persone a Modena hanno avuto un carattere poliedrico come Gigi Taddei. Investigatore privato, appassionato di teatro e commediografo e anche consigliere comunale. All’età di 73 anni è stato stroncato da un infarto. Lascia la compagna. Il funerale si terrà oggi alle 17.30 presso Terracielo in via Emilia Est.

MODENA Poche persone a Modena hanno avuto un carattere poliedrico come Gigi Taddei. Investigatore privato, appassionato di teatro e commediografo e anche consigliere comunale. All’età di 73 anni è stato stroncato da un infarto. Lascia la compagna. Il funerale si terrà oggi alle 17.30 presso Terracielo in via Emilia Est.

Nessuno lo chiamava Pierluigi, il suo nome di battesimo, e anzi dicono che si arrabbiasse se lo si faceva. Gli piaceva Gigi e così in città tutti lo chiamavano. Di natura schivo, è stato però portato a sviluppare una dimensione pubblica attraverso le sue passioni che lo hanno reso popolare e beneamato da tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo.


Gigi Taddei viene da una famiglia modenese. Nato nel 1947, figlio di un dipendente della Ferrari, è cresciuto nel culto dei motori. E infatti si è diplomato al Corni. Ma qualcosa lo ha trattenuto da seguire le orme del padre in un ambiente che era già di eccellenza mondiale come la casa del Cavallino. E quella cosa è stata il teatro con la magia del palcoscenico e delle quinte, il mondo degli attori e l’invisibile presenza dello sceneggiatore e del regista. Chi ha conosciuto Taddei sa quanto ha coltivato questa passione non solo frequentando i teatri di prosa ma scrivendo per anni opere che sviluppava silenziosamente.

La sua professione è stata quella dell’investigatore privato. Sempre nello staff della Agenzia Sheridan con Marco Malavolti fino alla pensione raggiunta nel 2001.

Un lavoro svolto necessariamente nell’ombra e che fino agli anni Novanta si conduceva coi vecchi metodi descritti in mille libri gialli, anche se la dimensione era quella di Modena e non di Los Angeles. Appena andato in pensione, ha potuto dedicarsi alla scrittura teatrale diventando in breve un commediografo. Sue sono le sceneggiature de “I Maya”, “Venere di Milo” e di altre due commedie scritte a quattro mani con l’amico Giacinto Monari: “La testa del tempo” e “L’universo si è rotto”. Opere rappresentate in scena al teatro Storchi, tranne l’ultima al Teatro Michelangelo. Segno di una riconosciuta vena di qualità nella scrittura delle commedie. Tra i suoi libri ricordiamo il giallo “Al netto di tara” e “Ad impossibilia nemo tenetur” (sempre con Monari).

La sua passione politica lo ha spinto in Alleanza Nazionale - consigliere comunale a Formigine dal 2004 al 2009 - e poi nel Pdl, quando venne eletto consigliere comunale a Modena nel 2009. —

C.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA