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Il 13 gennaio a Modena, davanti al Fermi, un flash mob di protesta

Genitori, alunni e insegnanti non si arrendono e continuano a manifestare L’appuntamento in via Luosi sarà un sit-in silenzioso

Paola Ducci

Il comitato “Priorità alla scuola” di Modena non si arrende. Domani, il gruppo modenese formato da studenti, genitori e insegnanti sarà dalle 8 alle 9 in presidio silenzioso e statico davanti all’Istituto tecnico industriale Enrico Fermi di Modena per dire ancora una volta basta alla Dad esclusiva al 100% e chiedere che si trovi una modalità sicura per riaprire le scuole superiori il prima possibile. «Continueremo dunque da qua al 25 gennaio a manifestare – tuonano dal gruppo a cui si è unito anche il Coordinamento provinciale dei genitori di Modena- vogliamo tenere alta l’attenzione sulla difficoltà che i ragazzi stanno vivendo dal punto di vista della didattica, della socialità, della relazione, che solo la scuola come luogo con regole sicure può dare». Il gruppo modenese, che non ha mai smesso di impegnarsi con numerose manifestazioni pubbliche organizzate da ottobre ad oggi e con lettere e petizioni inviate alle istituzioni locali e nazionali, ha fatto sapere di riporre una flebile fiducia nel miglioramento di questa situazione viste le recentissime dichiarazioni da parte del sindaco Muzzarelli e del Presidente della Provincia Tomei ma rimarcano: «La richiesta di riprendere le attività scolastiche in presenza non è una richiesta avulsa dalla realtà che ignora i dati epidemiologici. Anzi, è proprio sulla base di dati che si fanno sempre più corposi e attestano che il contagio a scuola incide in modo contenuto, rispetto a numerosi altri contesti lavorativi, che chiediamo con forza di non ritardare la ripresa dell’anno scolastico in presenza».


I più delusi e sconfortati rimangono comunque gli studenti. “Quello che faremo domani al Fermi è un sit in simbolico – afferma Ernesto Bossù, studente del Liceo Muratori San Carlo e portavoce dell’associazione studenti React – troppe volte le promesse non sono state mantenute e purtroppo fatichiamo a credere che il 25 si tornerà in aula. Ci dispiace che l’opinione pubblica sia spaccata sul nostro rientro ma ci teniamo a sottolineare che non è vero che noi studenti stiamo bene in Dad. In una ricerca che abbiamo condotto sul territorio di Mirandola è risultato che oltre il 76% degli studenti intervistati vuole ritornare in presenza il prima possibile. Stiamo conducendo la stessa ricerca a Modena e ci aspettiamo che le percentuali saranno comunque le stesse». Concludono dal gruppo: «Se, come crediamo, dal tavolo prefettizio su richiesta del ministero, è uscito un protocollo per la riapertura in grado di soddisfare la presenza al 50% degli studenti, sia sui mezzi di trasporto che in aula, cosa peraltro riconosciuta e sostenuta anche dal presidente Bonaccini, non riusciamo a spiegarci un'ordinanza più restrittiva rispetto a quanto previsto dal Dpcm, ovvero la possibilità di apertura delle scuole secondarie». —

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