Modena, è morta Aude Pacchioni "Una madre della Repubblica"

MODENA  Modena piange morta Aude Pacchioni. La partigiana modenese, per anni presidente dell'Anpi di Modena è spirata la mattina del 12 gennaio. Aveva 94 anni. A darne notizia Articolo Uno con un post commosso sulla propria pagina facebook

Modena, ricordo di Aude Pacchioni: alcune delle sue dichiarazioni e dei suoi insegnamenti

Un’autentica “Madre della Repubblica”, un patrimonio per tutta la comunità modenese, un punto di riferimento per chiunque volesse ispirare la propria attività politica e l’impegno nelle istituzioni ai valori di libertà e democrazia. Il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ricorda così Aude Pacchioni, scomparsa all’età di 94 anni dopo una vita “spesa al servizio del bene comune”, prima come partigiana poi con l'attività politica, come consigliera comunale e assessora, contribuendo, tra l’altro, alla nascita del primo asilo nido in città, nel 1969, e alla costruzione del modello di welfare che ha caratterizzato le amministrazioni locali del territorio e ha visto il suo impegno continuare negli anni.

“Parlare di Aude – spiega Muzzarelli - significa per me parlare di una persona di famiglia, una di quelle che hai sempre amato. Il bene comune era al centro della sua vita: la valorizzazione della comunità, la sua crescita e il ruolo di tutte e tutti per la conquista della democrazia e dei diritti, passo dopo passo. Era consapevole – aggiunge il sindaco – che avremmo vissuto meglio solamente mantenendo le conquiste ottenute con tanti sacrifici, a partire dalla stagione della Resistenza: i diritti, il lavoro, il ruolo delle donne nella società, il rispetto e l’amore per le istituzioni democratiche”.

Muzzarelli ricorda come “non avesse ancora 17 anni quando, con l’Armistizio dell’8 settembre 1943, la cascina familiare divenne un rifugio per soldati sbandati, feriti e fuggitivi dal campo di concentramento e transito di Fossoli. Poco dopo iniziò l’attività clandestina con il Cln e militò nella brigata partigiana Diavolo con il nome di battaglia di Mimma”.

Nel Dopoguerra si impegnò a livello sindacale, a favore di braccianti e mondine con la Federmezzadri, e in politica nel Pci. Venne eletta consigliera comunale la prima volta nel 1956 e riconfermata fino al 1985. Per dieci anni, con il sindaco Alfeo Corassori, fu anche assessora a Sanità e Servizi sociali, poi assunse le deleghe a Bilancio e Patrimonio, con il sindaco Rubes Triva. Fu assessora anche con i sindaci Germano Bulgarelli e Mario del Monte.

Dal 1986 ha guidato l’Azienda per il Diritto allo studio e poi, fino all’estinzione del 2016, l’Opera pia “Casa di riposo”.

Per vent’anni, tra il 1999 e il 2018, ha presieduto l’Anpi provinciale e nel 2003 il presidente Carlo Azeglio Ciampi, le ha conferito l'onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica.

“Aude era un grande patrimonio per tutta la comunità modenese, un’autentica Madre della Repubblica – continua Muzzarelli – e rappresentava un riferimento per tutti noi che sapevamo di potere sempre contare sui suoi consigli lucidi, ispirati alla storia democratica di Modena, con i valori di democrazia e libertà a guidarla per tutta la vita. Quei valori erano nel suo cuore e sono la sua preziosa eredità, insieme all’antifascismo, che è memoria ed è al contempo il suo lascito per assicurare che quel passato non torni. Così com’era sensibile e intelligente nella vita pubblica, sempre disponibile per la comunità – conclude il sindaco -, lo era anche in quella privata, composta per la perdita del figlio e l’amore espresso per il nipote”.

IL CORDOGLIO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

 

«Un simbolo della Resistenza partigiana, protagonista della ricostruzione postbellica e della nascita del modello emiliano di welfare; un esempio di tenacia, lungimiranza e impegno al servizio della giustizia sociale e dei più deboli». E' il ricordo del presidente della Provincia di Modena Gian Domenico Tomei nell'esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa di Aude Pacchioni. «Nelle numerose volte in cui ci siamo visti, in questi anni, mi ha sempre colpito quanto, Aude, fosse tenace e vitale e, nonostante una storia solcata dal dramma della guerra, sia sempre stata una persona attenta a seminare per il futuro. Spesso - continua Tomei - la cerimonia del 25 aprile era l'occasione per scambiare qualche considerazione sulla società di oggi, e Aude non mancava mai di pensare al domani, ai giovani, alla comunità che avrebbe voluto lasciare alle nuove generazioni». Il sistema dei servizi sociali, ricorda Tomei, «a partire dagli asili nido, tuttora eccellenze riconosciute a livello internazionale, l'attenzione e la sensibilità, come amministratore pubblico, affinché la ricostruzione e il tumultuoso sviluppo degli anni '60 fossero all'insegna dell'equità e delle opportunità per tutti, a partire dalle donne, rappresentano i tratti distintivi del suo impegno; un'eredità culturale ancora oggi fonte di ispirazione e un esempio di impegno politico rivolto interamente al servizio della comunità e dei giovani, a cui ha dedicato gran parte della sua vita, nell'educazione sociale, nel rispetto del prossimo, nella ricerca della verità storica di una stagione che ha segnato indelebilmente il nostro Paese e le nostre terre».

IL CORDOGLIO DEL PARTITO DEMOCRATICO

“Per noi tutti Aude Pacchioni era un simbolo, per il suo coraggio, per la sua lungimiranza, per la sua determinazione. La sua biografia racconta di scelte di vite perseguite sempre nell’interesse della collettività, prima come partigiana, poi come sindacalista, e poi ancora come amministratore locale, sempre dalla parte delle donne e dei più fragili. E’ lei che come assessore contribuisce a costruire, insieme ai sindaci Alfeo Corassori prima e Rubes Triva dopo, il modello di welfare che permetterà alla nostra comunità di crescere nel benessere dopo gli anni durissimi del dopoguerra. Nei racconti di chi ha vissuto quei momenti, si ricorda Aude Pacchioni che girava per la città con in borsa la lista dei bambini ammessi all’asilo o alle colonie estive, la gente la fermava per strada per avere notizie in un rapporto schietto e diretto con i rappresentanti dell’Amministrazione. Una grandissima donna, di una umanità impareggiabile, custode di valori primari, sempre attenta al dibattito politico e democratico. Indomabile anche di fronte ai grandi dolori personali che la vita non le ha certo risparmiato. Aude è stata una dei grandi modenesi capaci di costruire la parte migliore della nostra storia, una protagonista assoluta del ‘900. Aude rappresenta il coraggio e la generosità, la capacità di sacrificio di una generazione che ci ha donato libertà e benessere. Per noi, per il Partito democratico (Aude ha sempre mantenuto la sua iscrizione al Circolo di Modena Est) ma per tutti coloro che l’hanno conosciuta, ha continuato a essere presente e sempre disponibile per un consiglio, uno scambio di vedute, un incoraggiamento, fino all’ultimo. Oggi siamo tutti più soli. Le nostre più sentite condoglianze alla nuora Chiara Barani e al nipote Giovanni Guerzoni”.

IL CORDOGLIO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

Rifondazione Comunista saluta con cordoglio la scomparsa di Aude Pacchioni, emblema a Modena di una generazione di donne che ha dedicato la propria vita alla lotta sociale. Partigiana, operaia, sindacalista, è stata presidente provinciale dell’Unione Donne in Italia e ha poi rivestito ruoli istituzionali. È stata una delle protagoniste di una politica ormai scomparsa, che ha creato quel modello emiliano di welfare che è stato di ispirazione e guida per tutte le persone che credono in un sociale basato su criteri di uguaglianza ed equità. In particolare ha curato l’apertura dei primi asili nido e delle Case per Anziani. Ha dedicato gli ultimi anni all’ANPI, di cui è stata instancabile presidente provinciale. Il suo insegnamento è in tutta la sua vita, che ci porta non solo a piangerla ma a sforzarci di seguire il suo esempio.

IL CORDOGLIO DI ARCI MODENA

“Aude Pacchioni è stata e resta un esempio per tutte e tutti noi, per l’impegno civico, politico e istituzionale. Abbiamo avuto l’onore di percorrere con lei un pezzo di strada, illuminati dalla sua forza e dal suo pensiero, e su quei passi continueremo il nostro cammino, portandola sempre con noi”. Arci Modena esprime cordoglio per la scomparsa di Aude Pacchioni, nella mattina di martedì 12 gennaio, figura di riferimento del mondo politico, istituzionale e associativo modenese. Dopo aver preso parte, giovanissima, alla Resistenza, ha ricoperto diversi ruoli istituzionali e come assessora, ricordiamo, ha promosso l’apertura del primo asilo nido comunale e del primo Alberto per anziani, nel 1969. Sempre guidata da spirito innovatore, con una profonda visione comunitaria e sociale, è stata alla guida dell’Anpi provinciale di Modena per vent’anni, fino al 2018. “Come Arci Modena abbiamo spesso collaborato su progetti di cultura e memoria, campagne sui diritti civili e per la tutela della Costituzione. Aude Pacchioni ha sempre lavorato per costruire una comunità aperta, solidale e dove la libertà e la Costituzione fossero rispettate. La sua scomparsa è una perdita per tutti noi. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento di dolore”.