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Modena. La palestra si ribella e apre, interviene la polizia

L'iniziativa di GimFive. Il grido delle varie attività della provincia: «Situazione gravissima»

Modena. Ore 6 di ieri mattina, puntuale apre la palestra GimFive in via Porpora a Modena. Le disposizioni anti-Covid in vigore non lo permettono, ma i gestori dell’attività decidono di dare vita ad una vera e proprio protesta. La GimFive si trasforma così nella “palestra ribelle”.

Modena, la palestra riapre: "E' più sicuro qui che in un centro commerciale"

Poco tempo dopo, più o meno verso le 10, arriva anche la visita di polizia locale, polizia di Stato e digos. A “sudare” ci saranno una ventina di clienti. «La nostra è stata una forma di protesta civile - sono le parole di Federico Milieni, uno dei responsabili - non una manifestazione contro qualcuno o qualcosa, ma un modo per puntare l’obiettivo sulla nostra difficile situazione. Abbiamo deciso di riattivare la nostra palestra di Modena Est. Per ora sono rimaste chiuse le altre sedi in provincia che, comunque, apriranno questo venerdì. Abbiamo infatti aderito a “Io apro” e così faremo nelle sedi di Modena centro, Carpi, Fiorano e Vignola. Stesso discorso per la palestra di Modena Est che alle 12 di ieri era già chiusa e che venerdì riaprirà». Si diceva dell’intervento delle forze dell’ordine: «Abbiamo apprezzato il loro lavoro. Seppur fermi e scrupolosi ci hanno mostrato comprensione umana. Multe? Non ci è stato notificato nulla. Gli agenti hanno preso nota dei dati dei responsabili, i miei compresi. Colgo l’occasione, poi, per ringraziare i clienti che sono venuti e ci sono stati accanto. Il nostro resta un vero grido di dolore»


Lo stesso grido che arriva viaggiando per altre palestre della provincia: «Non approvo, ma capisco». Queste sono le parole di Simone Lodi, che insieme ai soci gestisce i punti Skip Intro Fitness a San Felice e Bomporto: «Nel 2020 abbiamo lavorato un mese e mezzo. Ci sono arrivati 6mila euro di aiuti. Siamo une delle categorie più colpite e non abbiamo idea di quando si potrà aprire». Lodi continua: «Cosa chiedo? Aiuti veri, subito. Possibilità di lavorare rispettando le regole. Incentivi per chi ha bisogno di attività fisica».

L’allarme è lanciato anche da Davide Ghidoni della Ghido Hammer Gym, siamo in via Fusco a Modena. Il gestore ha scritto al presidente Stefano Bonaccini: «Le chiedo di rivolgere la sua attenzione anche a questo settore permettendoci di ricominciare in sicurezza come si è sempre fatto e di dare la possibilità alle persone di occuparsi della propria salute psicofisica. Anche una modalità di apertura “parziale” ci permetterebbe di ridurre a livello economico il saldo negativo, e preparerebbe il terreno per una riapertura totale».

Alessia Vaccari della palestra Muoviti di Modena punta il mirino su un aspetto in particolare: «I “ristori”? Per noi hanno coperto il 2% del fatturato. Se ripartiremo sarà tutto merito nostro. Il problema è che lo Stato non ci ha considerato come aziende, aziende essenziali. Mi spiego meglio: i pochi aiuti che sono arrivati non hanno tenuto in considerazione diversi aspetti. Per esempio il fatturato degli anni passati, la portata delle attività a livello di strutture e personale. Poi ci sono altri due messaggi importanti. Il primo: non siamo untori. Il secondo: la gente ha bisogno di muoversi, di farlo in presenza e con al fianco professionisti. Questa richiesta arrivano dai nostri clienti».