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Modena. Offese razziste alla coinquilina: condannata al risarcimento

La donna coprì di insulti la vicina di colore e le spinse contro la porta vetrata facendo sì che si ferisse. Complessivamente ora dovrà pagare 35mila euro

Modena. «Appellativi che realizzano odiose forme di offesa e ed esprimono non solo disprezzo nel confronti della etnia ma un’idiosincrasia umiliante per la giovane (che è italiana) e la sua famiglia d’origine». E ancora: «Un’inerzia beffarda» nel lasciarla a terra sanguinante che «denota l’intenzionalità del dolo, ossia la volontà di denigrare la controparte solo per il diverso colore della pelle». Per questi motivi il giudice Martina Grandi ha riconosciuto la colpevolezza di una modenese che ora dovrà risarcire la sua ex coinquilina di 4.100 euro per le sprezzanti offese razziste. Più un risarcimento per il danno che le ha provocato facendola cadere e ferire e lasciandola a terra e evitando di aiutarla.

Il caso è avvenuto in città nel 2013 ma solo da poco è stata depositata la sentenza della causa civile davanti alla Seconda Sezione Civile del Tribunale ordinario di Modena. La vicenda nasce da un rapporto esasperato e ormai al capolinea tra due giovani donne che abitano nello stesso edificio.


Sono entrambe italiane, ma una è di pelle nera e i suoi genitori sono immigrati. Secondo la querela, un giorno di settembre la ragazza di colore torna a casa dal lavoro e chiede spiegazioni alla modenese di una telefonata che lei ha fatto al suo datore di lavoro quando le aveva espressamente chiesto di non chiamarlo per lamentarsi delle loro faccende di convivenza condominiale. L’altra le risponde di lasciarla stare, che è stata una giornata difficile, poi perde le staffe e inizia a offenderla pesantemente prima con epiteti volgari poi con espressioni chiaramente razziste ( «negra di m.., puoi morire anche qui. Vaff... te e quella p... negra di tua madre»).

Nel corso della lite la modenese spinge fuori dalla stanza la coinquilina e le spinge la porta vetrata contro che va a pezzi. L’altra cade e si ferisce, perde sangue. Accorre un vicino mentre la modenese resta a guardare e fa qualche battuta. Questa versione della vittima coincide con quella del vicino che secondo il giudice è un testimone attendibile perché non ha alcun interesse tra le due contendenti. La versione della modenese è ben diversa. Sostiene di non averla mai offesa. Anzi, non avrebbe mai replicato con quelle frasi razziste ed era l’altra che urlava. Sarebbe stata la ragazza di colore a sbattere contro la porta vetrata e a ferirsi. Lei avrebbe voluto soccorrerla ma l’altra le avrebbe intimato di non toccarla. Insomma, tutto il contrario delle accuse. Il vicino però racconta in dettaglio i fatti così come esposti dalla ragazza di colore.

Il giudice non resta persuaso dalla ricostruzione della modenese che tra l’altro ha patteggiato in sede penale. E alla fine ritiene che debba risarcire l’ex coinquilina di colore sia per le lesioni e un’invalidità permanente dovute alla caduta sia per la lesione della dignità della ragazza: «Gli epiteti pronunciati dalla convenuta - si legge in sentenza - appaiono obiettivamente idonei a offendere l’onore e il decoro della destinataria perché accostati all’etnia». Il risarcimento totale è fissato in 35mila euro.