Sestola Quando sull’Appennino cadevano otto metri di neve in un inverno

Il record fu registrato nel 1909 Una pubblicazione storica raccoglie con rigore e date tutte le precipitazioni dal 1891 al 1930

Chiara Pignatti

SESTOLA. Le grandi nevicate registrate nel nostro Appennino nelle settimane scorse hanno destato l’attenzione di tutti. Metri di candida neve hanno però provocato disagi e pericoli tra le cime innevate, e si è parlato di una nevicata storica, che non si verificava da anni nel periodo natalizio. Sono lacunosi i dati storici di nevosità del nostro Appennino ed è curioso che le misure in passato esistevano, ed erano eseguite in modo rigoroso, annotando meticolosamente ogni giorno i dati. Una interessante pubblicazione storica, “La neve nel clima di Sestola“ raccoglie dati della nota località appenninica nel periodo 1891 al 1930. Luca Lombroso, Meteorologo Ampro attraverso il documento del 1935 (Regio Ufficio Centrale di Meteorologia e Geofisica) ha riscontrato dati sulla neve caduta, in cui l’ingegnere Pietro Videmari, Oreste Burchi e il professore Emilio Oddone hanno raccolto ed elaborato quotidianamente scritti a mano: «I dati raccolti servono a farci riflettere - riferisce Lombroso - Queste nevicate che si verificano nel nostro Appennino che per noi sono eccezionali, in realtà in quel periodo erano assai frequenti». Dalle valutazioni emerge che la neve si presentava già ad ottobre (52 centimetri in 24 ore nel 1892), e quasi tutti gli anni il manto bianco copriva Sestola fino a maggio, un fenomeno insolito se si pensa al periodo attuale. In questo mese, che per noi ormai spesso è quasi estivo, colpiscono le nevicate del 1909 in cui in due giorni si sono registrati 57 centimetri di neve. La nevicata più precoce è stata registrata a settembre con 30 centimetri di neve in una sola giornata nel 1894. Se si dovesse fare un confronto con l’anno appena concluso, i primi fiocchi sono scesi a novembre. Il periodo estivo risulta l’unico in cui la neve non viene registrata. In media erano 36 i giorni nevosi all’anno a 1000 metri di quota, con un massimo di 63 giorni nell’inverno 1916/17 e minimo di 22 giorni nel 1926/27. Sestola era considerata, allora, una delle località più nevose dell’Appennino. Il maggior picco viene registrato nel 1909 con oltre 8 metri di neve cumulata (attenzione, non accumulata al suolo) in 61 giorni. «Per me l’anomalia non è che questo anno sia scesa a tanta neve, ma che negli scorsi anni quasi non ci fosse. Questo è un simbolo del cambiamento climatico in atto, in cui nevica molto meno ma quando si verifica risulta essere un fenomeno molto più intenso». Un altro dato eccezionale che sottolinea il meteorologo è il seguente: «Se a Modena ci fosse ancora tutta la neve caduta nel 1830 ad oggi, senza contare i fenomeni di compattamento e scioglimento, spunterebbe solo la cima della Ghirlandina». Questo è possibile perché ciò che verrebbe rilevato nei dati è la somma della neve fresca della singola nevicata della giornata, non il totale della neve caduta al suolo. In 200 anni, Modena sarebbe quindi coperta da quasi 80 metri di neve. Le previsioni per i prossimi giorni tuttavia non prevedono altre nevicate significative né montagna né pianura.


«Siamo in pieno gennaio e le giornate più fredde sono da considerarsi nella normalità. Anzi sia in pianura che in montagna le temperature sono al di sopra delle medie stagionali Non è un inverno più freddo di altri, le temperature inizieranno a scendere verso fine settimana ma nulla di anomalo», chiarisce Lombroso. —