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Case popolari, stranieri dimezzati Nel 2020 sono solo il 27% del totale

I dati sull’accesso agli alloggi Erp per l’anno appena concluso confermano l’impoverimento delle famiglie modenesi 

il caso

Luca gardinale


Un numero inaspettato, se non altro per le proporzioni, e che restituisce una fotografia piuttosto chiara: le famiglie modenesi si stanno impoverendo sempre più, tanto da “competere” pienamente con i nuclei stranieri per l’accesso alle case popolari. Al centro c’è l’Edilizia residenziale pubblica, le cui politiche sono state contestate dalla Lega, che ieri ha annunciato una serie di ordini del giorno nei Consigli comunali per introdurre il criterio della “residenzialità storica”, sulla scorta di quanto fatto dall’amministrazione leghista a Ferrara, con l’obiettivo di consentire l’accesso alle case popolari a un numero maggiore di famiglie modenesi.

Ma qual è oggi il rapporto tra famiglie italiane e nuclei stranieri nelle case popolari del Comune di Modena? I dati aggiornati sono piuttosto significativi, perché raccontano molto della situazione socio-economica dei modenesi. In città, infatti, l’anno scorso si è registrata una forte flessione delle assegnazioni degli alloggi Erp agli stranieri, pur rimanendo costanti le richieste in graduatoria. Passando ai numeri - detto che si tratta di dati ancora parziali, dal momento che manca l’ultima graduatoria che verrà resa nota nei prossimi giorni - nel 2020 le assegnazioni agli stranieri sono scese intorno al 27% rispetto al totale. Un dato molto diverso rispetto a quello degli anni passati: nel 2017 il 46,7% delle case popolari erano state assegnate a cittadini immigrati, mentre nel 2018 la percentuale è scesa al 44,9%, per risalire al 46,2% nel 2019.

Numeri significativi soprattutto se si tiene conto che a rimanere sostanzialmente costanti sono le richieste da parte degli stranieri, circa la metà del totale. Dati che confermano il progressivo impoverimento delle famiglie modenesi, che nel 2020 hanno fatto un balzo in avanti nelle graduatorie per gli alloggi Erp. Un cambiamento confermato da Roberta Pinelli, assessore alle Politiche sociali, all’Inclusione, all’Integrazione e all’Agenzia casa: «Questo significativo calo delle assegnazioni a stranieri - commenta - fa pensare che siamo di fronte a un fenomeno molto più complesso di quello che può derivare dall’introduzione di criteri premiali, probabilmente legato a un mix di fattori legati a questo particolare periodo, frutto dell’onda lunga della crisi economica e del flusso di stranieri che hanno lasciato il territorio modenese. Solo nel tempo potremo individuare le ragioni di questo scostamento, che fa pensare anche a un più generale impoverimento di una parte delle famiglie italiane o con cittadinanza italiana». A questo proposito, l’assessore sottolinea che, in accordo con la facoltà di Economia di Unimore, è in corso una ricerca sulla povertà in città per poter raccogliere dati oggettivi da analizzare.

Per quanto riguarda le politiche messe in campo dal Comune per assegnare le case popolari, l’assessore fa notare che «il criterio prioritario per l’amministrazione comunale nell’assegnazione degli alloggi Erp, così come nelle altre politiche, è la risposta al bisogno delle famiglie. Va garantita innanzitutto l’equità laddove le situazioni non sono uguali, senza l’obiettivo di penalizzare o premiare nessuno a seconda della provenienza». Anche a Modena, infatti, è prevista e una attribuzione di punti progressiva a seconda del numero di anni di residenza del nucleo familiare nel Comune, che è stata potenziata nel 2018 con una modifica al Regolamento per le assegnazioni degli alloggi Erp. —

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