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Figurine Panini, anche i cantanti. Ruggeri e l’amore per quei giochi da bambino «Aiutavano la memoria»

Panini e Nazionale italiana cantanti insieme per progetti di solidarietà Una doppia pagina con le foto di Morandi e gli altri grandi artisti 

MODENA Una delle grandi novità del sessantesimo album dei calciatori Panini pronto a uscire nelle edicole è l’omaggio alla Nazionale italiana cantanti, che proprio quest’anno compie 40 anni dalla sua fondazione negli anni Ottanta.



Per questo motivo ospite della presentazione stampa c’è anche un simbolo di quella nazionale, Enrico Ruggeri. Interista doc, il cantautore italiano è un appassionato di calcio e un amante di quell’album che ora porta anche il suo volto tra le due pagine che ospitano la sezione speciale dedicata alla Nazionale italiana cantanti, che è partner speciale di questa collezione per promuovere insieme a Panini progetti di solidarietà. Vi sono presenti le immagini di 28 artisti: 22 sono in figurina (tra cui Mogol, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Enrico Ruggeri, Fede, Rocco Hunt, Briga, Salmo e Clementino), a cui si aggiungono le immagini del direttore tecnico Marco Masini, di altri cinque artisti in rosa e del logo (stampate sull’album).



«La mia generazione – racconta Ruggeri – è cresciuta con pochi giocattoli. C’erano le macchinine, i soldatini e i Lego. E ovviamente c’erano le mitiche figurine dei Calciatori Panini che ci hanno cresciuto».

Non solo un passatempo secondo Ruggeri, ma anche un esercizio per quei giovani cervelli: «Se penso alla memoria che ho adesso…», sorride.



«Ma ricordate quando eravamo bambini? Il tuo compagno di giochi con il mazzetto di figurine in mano te lo sfogliava davanti per magari proporre qualche scambio. E le smazzava velocissimo e tu in un secondo: “Ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho… mi manca!”. Scambiare le carte aiutava ad avere una memoria fotografica impressionante».

Ruggeri è ovviamente onorato che la Panini abbia deciso di dedicare due pagine alla Nazionale italiana cantanti: «Si tratta di un progetto, di un grande sogno cominciato a inizio anni Ottanta. E da allora siamo riusciti a raccogliere cento milioni di euro da donare».

Come noto la Nazionale cantanti è una squadra che si esibisce in partite di calcio e altri eventi benefici per raccogliere fondi da mettere a disposizione per cause di solidarietà: «Abbiamo pensato che fosse indispensabile per noi condividere la fortuna che la vita ci aveva riservato con chi quella fortuna non l’aveva. Il calcio è stato un collante meraviglioso che ci ha permesso di calcare i terreni dei più grandi stadi d’Europa. I premi Nobel per la pace Yasser Arafat e Shimon Peres si sono incontrati per l’ultima volta a una nostra partita… (nel 2000 all’Olimpico di Roma, ndr)».

E tra le tante gare disputate, Ruggeri da buon interista ne ne ricorda una in particolare: «Se devo scegliere non ho dubbi: i due gol segnati a Sebastiano Rossi (ex portiere del Milan, ndr) a San Siro. A parte la nascita dei miei figli, quella è stata l’emozione più grande della mia vita, anche superiore alle vittorie di Sanremo o di altri premi per la mia carriera artistica. Quei due gol spero di riviverli in punto di morte, per poter riassaporare quelle sensazioni uniche - conclude Ruggeri -. Il calcio è il modo per tenere vivo il bambino che è dentro di noi». —

GIB

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