Modena. Bobo Vieri e la figurina di Baggio introvabile: «Lo facevate apposta...»

L’ex attaccante ospite alla conferenza stampa di presentazione «Era il mio mito, ma mezza Italia lo cercava per finire la raccolta...» 

MODENA «Io mi ricordo che Roberto Baggio non si trovava mai quando era alla Fiorentina, lo facevate apposta per farci impazzire tutti?».

Christian “Bobo” Vieri è uno dei testimonial scelti da Panini per la presentazione dell’album dei Calciatori numero 60. E l’ex bomber di Inter, Juventus e Milan, nonché della nazionale italiana, non perde tempo quando si trova al tavolo con Antonio Allegra, direttore mercato Italia di Panini, e lo incalza perché in fondo tutti siamo stati bambini. E quella figurina mancante proprio non ci andava giù, nemmeno a chi poi del calcio ha fatto la sua professione.


«Avevo 14 anni ero a Prato – ricorda Vieri – Roberto Baggio allora giocava nella Fiorentina e non riuscivamo a trovare la sua figurina. C’era tutta Italia che lo cercava…».



«In passato – risponde Allegra difendendosi dall’accusa bonaria – poteva accadere che i metodi di mescolamento non fossero uniformi e quindi qualche figurina restava “introvabile”. Oppure c’è il caso del mitico Pizzaballa, che nel 63/64 era veramente introvabile: quell’episodio fu dovuto al fatto che non venne inserito nella prima ristampa».

Un simpatico botta e risposta, messo a segno da un bomber che su quell’album ci è finito innumerevoli volte, a partire dagli anni della serie B quando militava con Pisa, Ravenna e Venezia in quelle inconfondibili figurine “condivise”, in cui due calciatori dello stesso club appaiono nella stessa casella.


Poi, però, Bobo è diventato, stagione dopo stagione, protagonista dell’album, finendo due volte addirittura in copertina, un vero riconoscimento per uno dei calciatori più amati negli ultimi 25 anni: 1998/99 con la Lazio e 1999/2000 con l’Inter.

«Non è male, eh? - commenta - Le copertine dell’album Panini sono sempre belle e avere l’onore di essere su due in 60 anni è tanta roba».

Allegra durante la conferenza stampa lo onora con un regalo, cinque maxi figurine rappresentanti altrettanti momenti della sua carriera: Fiorentina, Atalanta, Juventus, Inter e Lazio. «Manca il Milan…», fa notare Bobo sorridendo.

Si intuisce, però, l’amore per quelle pagine, tanto che Vieri racconta quegli anni in cui ci si affeziona ai grandi calciatori, quell’età a cavallo tra l’infanzia e l’adolescenza quando il sogno di calcare i campi della serie A accarezza l’immaginario di tutti. Per la stragrande maggioranza resterà una chimera, per pochi diventerà una realtà. Lo rammenta Vieri quando gli viene ricordato che sul nuovo album ci sarà una sezione (“Top team Panini 60”) in cui i tifosi potranno votare i migliori calciatori degli ultimi 60 anni.

«I miei? Roberto Baggio l’ho già detto, poi la coppia della Sampdoria, Gianluca Vialli e Roberto Mancini».

Vieri era poco più di un bambino: «Andavo da Prato al Franchi di Firenze a vedere giocare la Fiorentina di Baggio. Pagavo il biglietto diecimila lire. Il fatto incredibile è che otto anni dopo io con Baggio ci ho fatto un Mondiale».

E poi gli altri due miti del calcio italiano: «Con Vialli non ho mai giocato, ma l’ho conosciuto, mentre con il Mancio ci ho giocato insieme alla Lazio. E poi è stato mio allenatore all’Inter. Insomma… i sogni si avverano». —

GIB

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