Modena. Il pub anti-coprifuoco «Vogliamo lavorare e chiudiamo alle 2»

Enrico Ballotti

«Da giovedì ci ritroverete in pub con i soliti orari». Tradotto: Hombrelobo aperto dalle 18 alle due di notte a partire da domani. Questa è la decisione presa, e comunicata ufficialmente, dai gestori dell’attività. Siamo nel territorio di Spilamberto, la località è La Busa. Praticamente al confine con San Donnino e quindi con Modena. A dare l’annuncio sono Samuele Raimondi e Simone Tosatti. I due giovani soci hanno deciso di tornare al lavoro. Come alcuni colleghi aderiscono al movimento “Ioapro” e addirittura andranno ad anticipare i tempi . In pub da domani sera e fino a notte inoltrata potranno tornare i clienti. In barba al coprifuoco fissato, come da normative, per le ore 22. «Vogliamo lavorare - sono le parole di Samuele che continua - vogliamo farlo rispettando tutte le regole che sono previste dalle normative. Quindi distanze, igienizzazione eccetera. La situazione è grave, siamo chiusi da otto mesi e non abbiamo ricevuto un centesimo di quanto ci è invece stato promesso. Per questo abbiamo deciso di ripartire, lo faremo come annunciato a partire dal pomeriggio di domani . I nostri rorari sono confermati, saranno i classici di sempre». Il gestore di Hombrelobo ci rivela che già diverse persone hanno telefonato: «Per chiedere informazioni, quelle utili per tornare a trovarci in pub». I clienti, tra l’altro, rischiano a loro volta delle sanzioni. Tra queste ci sono quelle relative alle violazioni del già citato coprifuoco: «Abbiamo ricordato tutto questo a chi ci ha contattato telefonicamente, ci mancherebbe. Allo stesso tempo abbiamo informato loro che un gruppo di avvocati sarà a disposizione in caso di bisogno. A disposizione delle attività come la nostra e dei clienti che decido di tornare». Ogni riferimento è agli avvocati di “Ioapro”. «Esattamente - conferma Samuele - aderiamo anche noi a questa iniziativa. Le sicurezze ci sono tutte, voglio ribadirlo. Ci appelliamo al primo articolo della nostra Costituzione: volgiamo lavorare. Questo è quello che chiediamo e che vogliamo fare». Sicuramente ci saranno controlli e provvedimenti da parte delle forze dell’ordine: «Offriremo loro un caffè. Non ci sono assolutamente problemi. Gli agenti faranno il loro mestiere, proprio come noi stiamo cercando di fare il nostro». Quindi Samuele precisa: «Se dobbiamo chiudere vogliamo farlo con le nostre mani. Ormai, lo dico sinceramente, non abbiamo più nulla da perdere. Arrivati a questo punto è così, la situazione economica al momento è grave». —


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