Contenuto riservato agli abbonati

Modena. Gli zaini vuoti e la protesta degli studenti «Basta, vogliamo tornare in classe»

Davanti al Fermi un sit-in contro la decisione di riaprire le lezioni dal vivo soltanto dal 25 gennaio 

MODENA Erano circa una cinquantina gli zaini vuoti che alcuni studenti delle scuole superiori di Modena ieri mattina hanno posato sui gradini dell’Istituto Tecnico Fermi. In linea con quanto sta accadendo anche in altre città italiane, gli zaini vuoti, sopra i quali ogni ragazzo ha appoggiato un foglio con il proprio nome, sono stati scelti come simbolo della “pandemia educativa”, «nella speranza si possano a breve riempire di umanità, relazioni e apprendimenti! – ha affermato Armando Bello, insegnante e ricercatore universitario portavoce del gruppo modenese di “Priorità alla scuola” - Siamo qui accanto agli studenti per dire ancora una volta no alla Dad esclusiva al 100 per cento, affinché si intervenga per riaprire le scuole superiori il prima possibile».

Modena, no alla scuola a distanza: la protesta degli zaini



Così tristezza, stanchezza, solitudine, difficoltà, disorientamento, depressione e disorganizzazione sono le parole che riassumono i discorsi degli studenti che ieri mattina hanno partecipato in modo responsabile al sit-in.

«Crediamo che obbligandoci a vivere il presente in questo modo ci stiano compromettendo il futuro – spiegano Sofia Beldezzi e Pietro Silvestri di 1D Fermi– la cosa che più ci infastidisce delle lezioni on line è rimanere ore e ore davanti a uno schermo acceso. Poteva andare bene all’inizio ma ora basta, la concentrazione se ne è andata. Per alcuni ragazzi la manifestazione è stata anche l’occasione per rivedere finalmente i propri compagni di classe come racconta Emma Levoni della 1G Wiligelmo: «Sono emozionata perché stamattina ho rivisto finalmente i miei compagni di classe dopo tantissimo tempo. Però siamo arrabbiati, l’unico motivo per cui siamo ancora in Dad al 100% sono i trasporti insufficienti, non capiamo perché non si trovi una soluzione concreta, del resto in classe avevamo trovato il modo per stare distanziati e sicuri di non contagiarci».

Insieme agli studenti non sono mancati nemmeno genitori e insegnanti stanchi e preoccupati della situazione. «I ragazzi sono stati illusi e delusi più volte in questi ultimi mesi – tuona Elisa Sabbatini, insegnante del liceo Muratori San Carlo - la scuola italiana si trascina problemi da anni, il Covid sta mostrando solo la punta dell’iceberg. È giunto il momento di investire nella scuola e in tutto ciò che le sta attorno, vedi i trasporti, perché se investiamo in quella investiamo nei cittadini del futuro. Se non lo faremo assisteremo sempre di più a una deriva sociale pericolosissima, come quella che già stiamo vedendo anche a Modena in questi giorni, con le risse tra ragazzini che sono l’espressione di un profondo malessere. A questi ragazzi è stato tolto tutto: la scuola, lo sport e la socialità».

Concludono dal gruppo di Priorità alla scuola: «Noi non ci fermeremo e da qui al 25 gennaio saranno tante le iniziative che abbiamo intenzione di organizzare per mantenere alta l’attenzione sul tema. Abbiamo redatto un documento unitario prodotto da studenti, docenti e genitori, per chiedere convintamente la riapertura delle scuole superiori alle istituzioni tassativamente il 25. Il Covid ha fatto esplodere una situazione scolastica modenese già critica. I costi saranno pesanti in termini di demotivazione, dispersione scolastica, aumento del disagio. Con il Recovery Plan a Modena arriveranno molti fondi per interventi legati al sociale, mentre per l'edilizia scolastica si prevedono contributi minimi. Le istituzioni creino le condizioni per restituire ai giovani quello che si sta rubando loro. Restiamo in attesa della convocazione di un tavolo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA