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Il dottor Meschiari: «Dico grazie ai nonantolani con loro la farmacia è rinata»

Aiutato da clienti e amici dopo l’alluvione che ha inondato i locali

NONANTOLA. Cinquemila lettere recapitate a casa di ogni famiglia. E poi ancora pubblicità sui giornali e altri mezzi di comunicazione. In più lo sconto del 10% su ogni articolo, senza limiti di spesa.

Questi i tratti salienti di una capillare opera di ringraziamento che la Farmacia Meschiari sta mettendo in atto dopo l’alluvione del 6 dicembre scorso, che ha costretto i titolari a tener chiuso l’emporio sanitario sino al 15, quando le porte si sono riaperte al pubblico tra gli applausi.


«Siamo rimasti senza parole, commossi per la partecipazione dei nostri concittadini che in mille modi si sono dati da fare per aiutarci - spiega il titolare Guido Meschiari che assieme alla sorella Giulia gestisce la farmacia di famiglia in piazza Guido Rossa - Da subito ci hanno avvisato che l’acqua stava arrivando anche da noi e ci hanno aggiornato telefonicamente. Quando siamo riusciti ad arrivare ci siamo trovati con i gradini esterni sommersi e 70-80 centimetri d’acqua e fango che avevano invaso tutto lo spazio del piano terra. Sommersi i medicinali negli scaffali più bassi, le prese e le condutture elettriche inservibili, i mobili rovinati irrimediabilmente. Io ho cercato di reagire come ho potuto. Mentre l’acqua saliva, sono andato con un amico e il suo furgone a prendere sacchi di sabbia ma siamo rimasti in mezzo all’alluvione. Allagati anche noi in un metro d’acqua. E il motore si è bloccato».

Abituato com’è a non perdersi mai d’animo, Guido Meschiari ha aspettato l’arrivo dei Vigili del Fuoco che sono arrivati in gommone per riportarli all’asciutto e subito dopo si è diretto in farmacia.

Lì si è accorto subito dell’affetto dei suoi concittadini.

«È stata una gara di solidarietà incredibile - racconta - A parte i nostri splendidi collaboratori che si sono avicendati senza risparmio, in tanti sono arrivati con stivali e pala per darci una mano. E poi altri ancora che si presentavano con il termos di caffè, una torta o i pasti già pronti, dai nostri vicini della Trattoria Partecipanza con Giuseppe Guerriero, a quelli del ristorante Nunziadèina che si sono rimboccati le maniche come quelli del bar Civico 54. Loro si sono affiancati a pompieri, vigili e protezione civile, senza dimenticare il sindaco nè Mirko Pierli che con l’autospurgo è rimasto sino alla fine. Ma l’elenco è molto più lungo, impossibile fare tutti i nomi. È stata una generosità che non si è affievolita nei giorni successivi. Per nove giorni si è fatto di tutto per deumidificare i muri e ripristinare i collegamenti elettrici al piano terra. Tra l’altro sono stati raccolti quaranta sacchi di confezioni di farmaci, ormai inservibili».

Il danno è di parecchie decine di migliaia di euro e i lavori non sono finiti. Devono arrivare ditte specializzate per gli intonaci e in un futuro prossimo non si esclude nemmeno una nuova chiusura ermetica per l’entrata sul modello di quelle adottate con successo a Venezia per l’acqua alta.

«Siamo operativi al 100% - continua con enfasi il dottor Meschiari - Aperti tutti i giorni dalle 8 alle 20 e il sabato sino alle 13. Lo sconto? Basta portare la lettera che abbiamo consegnato. È il nostro modo per ringraziare il paese, non potendo farlo di persona».

La farmacia Meschiari è un punto di riferimento regionale e nazionale per le preparazioni galeniche e le terapie a base di cannabinoidi. Un’esperienza che risale agli anni ’70-’80 con ricerche pionieristiche in cui si è distinto il padre che ha aperto la strada in questo campo. Non è un caso se oltre ai titolari nella ditta lavorino altre dieci persone, per gestire l’afflusso di clienti e le spedizioni a chi chiede farmaci unici e preparazioni personalizzate. —