Contenuto riservato agli abbonati

Modena in lutto. «Aude Pacchioni sapeva ascoltare e fare le scelte migliori»

Il ricordo di Onelio Prandini, ex deputato Pci: «I suoi consigli erano preziosi» Oggi il funerale a Soliera e la commemorazione in Consiglio comunale

MODENA «Per me Aude era un punto di riferimento quando c’erano momenti impegnativi. Quando da giovane militavo nella Fgci, era già considerata una guida: era un tempo in cui ci si confrontava su temi come libertà, antifascismo e democrazia. E su queste grandi conquiste lei era un faro». Onelio Prandini, ex esponente del Pci e ex deputato dal 1987 al 1992 ed ex presidente nazionale di Legacoop, è appena tornato dalle Camere Ardenti dove, insieme con tanti altri modenesi, ha dato un saluto ad Aude Pacchioni, morta a 94 anni.

L’ex assessore e presidente dell’Anpi, in settant’anni di vita politica attiva, ha lasciato un segno profondo come il cordoglio che ha suscitato la sua scomparsa. Nel registro delle firme si trovano uniti le sezioni Anpi, Comuni e partiti modenesi, Udi, Croce Blu e tanti politici locali. Oggi si terrà il funerale. Alle 14.15 nel piazzale davanti alle Camere Ardenti del Policlinico, in via del Pozzo, si terranno discorsi brevi (come piaceva ad Aude Pacchioni) da parte del presidente attuale dell’Anpi Modena Lucio Ferrari, di Manuela Gozzi, per Cgil e del sindaco Gian Carlo Muzzarelli. Alle 14.30 il corteo partirà per il cimitero di Soliera e, dopo un discorso del sindaco Roberto Solomita, verrà sepolta.

Ci sarà anche Prandini. Che racconta da ex funzionario del Pci modenese, quando la Pacchioni fosse già una figura carismatica: «L’ho conosciuta quando era già nel pieno della sua attività politica e l’ho frequentata parecchi anni nel cda dell’Istituto Storico di Modena. Dava sempre contributi con la sua capacità di riflettere e spiegare con calma. Poi ci siano incontrati nell’Anpi».



E sulla sua capacità di amministratrice dice: «Allora ero un giovane. Ma dopo, passando a Legacoop, ho avito modo di apprezzare le sue qualità di amministratrice. Aveva capacità di relazionarsi, non tanto in termini tecnici, ma sulle disponibilità rispetto alle scelte che si potevano e si volevano fare. E dava sempre priorità a scelte molto qualificate».

«Col sindaco Triva nel 1969 ha aperto il primo asilo nido. È stata una scelta coraggiosa che ha portato avanti con determinazione. Aveva colto un’esigenza vera ascoltando la gente e le donne. Pur nelle difficoltà finanziarie e la mancanza di un sostegno istituzionale (non c’erano le Regioni e lo Stato non finanziava nulla), anche se con pochi soldi ha saputo individuare un punto della nostra qualità della vita guardando al futuro».

Il presidente nazionale dei partigiani italiani, Gianfranco Pagliarulo ha voluto ricordarne la figura pubblica, che coincideva con quella privata, di una luminare della democrazia: «Avversa alla politica urlata e presenzialista» perché «Aude era una combattente, una istituzione, un esempio. Addio “Mimma”, donna resistente».

La figura di Aude Pacchioni sarà ricordata oggi pomeriggio in Consiglio comunale a Modena. Lo ha annunciato il presidente Fabio Poggi che, in un messaggio di cordoglio a nome di tutti i gruppi consiliari, ha sottolineato il suo lungo impegno come amministratrice pubblica caratterizzato «da una forte determinazione e grande apertura e capacità di dialogo». Aude Pacchioni venne eletta in Consiglio comunale la prima volta nel 1956 ed è stata confermata, ininterrottamente, in tutte le elezioni fino al 1985. In quei trent’anni ha ottenuto incarichi come assessore con quattro sindaci: Alfeo Corassori, Rubes Triva, Germano Bulgarelli e Mario del Monte. —