Modena. Addio a Mauro Schedoni, il “sarto” delle Ferrari

La sua impresa artigiana è diventata una vera industria unica al mondo Celebri le sue valigie su misura per gli spazi delle Rosse: «Un talento unico» 

Giovanni Medici

MODENA. «Ciò che sono lo devo solo a te. Oltre a un padre speciale, sei stato per me un faro, un amico, un complice, un esempio. Grazie di tutto Mauro. Un ultimo grande abbraccio e continua a guidarmi da lassù». Mauro Schedoni se ne è andato ieri, pochi giorni prima del suo 79esimo compleanno e il figlio Simone così ha voluto ricordarlo.


Era il “sarto” delle Ferrari, e la sua impresa artigiana prima e poi industriale ha rivestito e personalizzato interni e sedili di tante auto del Cavallino: ma non solo, visto che la Schedoni srl oggi lavora per tutte le più importanti aziende mondiali dell’automobilismo sportivo e di lusso, da Pagani a Rolls Royce, da McLaren a Bugatti. Una malattia peggiorata molto velocemente lo ha portato via in poche settimane alla moglie Maria Grazia, ai figli Simone ed Elisa e ai nipoti. Era figlio di Giuseppe, morto nel 2014 a 101 anni, e nipote di Celso, un calzolaio di Formigine che nel 1880 fondò la ditta Schedoni.

Profondo è il cordoglio per la sua scomparsa: di lui si sottolineano il grande attaccamento alla famiglia e al lavoro ma anche le doti umane.

«Chiunque abbia conosciuto Mauro non potrà che ricordarlo con immensa stima, per il suo talento imprenditoriale, il suo gusto del bello, la generosità, la cortesia e la sincerità», dice l’ingegner Alberto Mantovani, che ha appena dato alle stampe un libro sul marchio Schedoni e il suo rapporto ultraquarantennale con la Ferrari. A fine 1976 risale il primo set di valigie su misura per una Ferrari (la 308 GT4 del cognato) e che Mauro Schedoni riesce a realizzare ottimizzando gli spazi, per un originale regalo di Natale. Il risultato lo vide Amerigo Manicardi, direttore commerciale della Ferrari e così dal 1977 arrivarono gli ordini per le valigie e i sedili per le Rosse rivestiti di pellami pregiati. E poi anche le scarpe in tiratura limitata. La Schedoni srl è oggi guidata dal figlio Simone coadiuvato in ditta dalla madre, dalla sorella Elisa e dal nipote Alessio, ha sede ai Torrazzi e circa 45 dipendenti: negli anni il carbonio ha affiancato i pellami e in ditta fanno bella mostra di sé i sedili prodotti per le vetture di Formula Uno dal 1983 al 2003. La “banda del cuoio” degli Schedoni non ha mai mancato di accudire anche l’acetaia di famiglia datata 1916, a visitare la quale Mauro accompagnava i visitatori, fossero personaggi importanti o semplici appassionati della Ferrari in pellegrinaggio a Modena e a Maranello. Tutte le decine di migliaia di portachiavi del Cavallino sono stati prodotti da questa impresa, così come anche i trofei (amatissimi dal Drake e dagli appassionati), realizzati montando su cuoio pezzi meccanici di ‘scarto’ delle ‘rosse’. Mauro Schedoni era ancora attivo in azienda soprattutto per soddisfare le richieste dei clienti di Ferrari Classiche. Proprio un mese fa Edizioni Artestampa ha come detto pubblicato il libro Ferrari by Schedoni, un volume di 400 pagine e centinaia di foto scritto da Alberto Mantovani e che tratta proprio del rapporto tra questa impresa leader mondiale nel settore della valigeria di lusso e la casa di Maranello.

Domani alle ore 10.15 è prevista a Terracielo una breve cerimonia per salutare Schedoni. I funerali in chiesa si terranno invece in forma strettamente privata. —

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