Carpi Goldoni, ordinanza di vendita ma l’offerta è per 110 addetti

La proposta della belga Keestrack al momento non include tutti i lavoratori Il Mise: «Sosterremo l’acquirente, ma chiediamo piena occupazione»

Serena Arbizzi

C’è l’ordinanza di vendita per la Goldoni di Carpi, la storica impresa di Migliarina dove gli oltre 200 addetti sono in presidio permanente da oltre quattro mesi davanti allo stabilimento. Ma l’offerta vincolante presentata dalla belga Keestrack è soltanto per 110 lavoratori. Mentre durante il tavolo convocato al Ministero dello sviluppo economico le parti hanno ribadito forte e chiaro che «dev’essere garantita piena occupazione per i lavoratori della Goldoni, oltre allo smobilizzo di crediti e marchio».


È stato un incontro cruciale quello di ieri, al Mise, che ha consentito di fare chiarezza sullo scenario che ormai da poco meno di un anno tiene i lavoratori con il fiato sospeso. Mentre l’ombra del fallimento si allontana.

I sindacati - Cgil, Cisl e ieri anche la Uil - la Regione, i Comuni di Carpi e Rio Saliceto si sono confrontati per ore con il presidente di Arbos/Goldoni Chris Dixon, durante il tavolo convocato dal Ministero dello sviluppo economico.

Il Tribunale si sta predisponendo per avviare un’ordinanza di vendita dal 25 gennaio della Goldoni. Determinante la novità del passaggio di proprietà da Lovol al gruppo Weichai entrato al 60%. La notizia è stata data ufficialmente dal commissario giudiziale, nominato dal Tribunale, Paolo Rinaldi.

«Dopo che il Tribunale si sarà pronunciato – dichiara la sottosegretaria al Mise Alessandra Todde – valuteremo una rapida riconvocazione del tavolo. Rimarchiamo la nostra disponibilità a sostenere l’acquirente, ma a patto che ci sia un piano industriale che preveda piena occupazione».

«In vista dell’ordinanza di vendita– rimarca l’assessore regionale a Sviluppo e lavoro, Vincenzo Colla – il Tribunale ha richiesto al gruppo Arbos/Goldoni la disponibilità ad adoperarsi per risolvere entro il prossimo 20 gennaio le criticità ancora esistenti, a partire dalla consegna del marchio e dei brevetti, per permettere una vendita industriale in grado di dare un’importante risposta ai lavoratori, a cui va tutto il nostro sostegno».

Inoltre la Regione ha ribadito la disponibilità a un monitoraggio costante sugli sviluppi, sia per quanto riguarda le misure a sostegno del concordato richieste all’azienda dal Tribunale in data 12 gennaio, sia per il concretizzarsi dell’interesse avanzato dalla società Keestrack, anticipato dalla Gazzetta, o da altri interessati per l’acquisizione della Goldoni.

«Ieri è emerso che a fine anno la potenziale società acquirente ha presentato una seconda offerta vincolante che prevede l’impiego di 110 persone – spiega Massimo Occhi di Fim Cisl – Il Tribunale ha inoltre chiesto all’azienda di integrare la memoria difensiva con cui ha ottenuto lo slittamento dell’assemblea dei creditori dal 21 gennaio a fine marzo. Entro il 20 gennaio, poi, sono state chieste integrazioni sulle garanzie di messa a disposizione del marchio e, più in generale, delle proprietà intellettuali della Goldoni affinché passino da Arbos all’acquirente. Abbiamo chiesto a gran voce, poi, che per tutti i lavoratori venga trovava una soluzione sociale e occupazionale». —

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