Modena «Addio Aude, la tua idea di futuro resterà» Fiori, un lungo applauso e “Bella ciao”

Il funerale della partigiana ed ex assessore Pacchioni  

MODENA Un lungo applauso. Poi un anziano ha intonato “Bella ciao” quasi sottovoce e uno alla volta i partecipanti lo hanno seguito. Il coro, da mesto, è diventato più forte e il canto è stato l’ultimo saluto a voce alta per l’ex presidente dell’Anpi, una donna che nel 1943 aveva cominciato la sua vita politica scegliendo di diventare partigiana. Il funerale di Aude Pacchioni è stato un momento di emozione collettiva, quasi a segnare la fine di un’epoca politica.

Modena, ciao Aude: il funerale della partigiana Mimma Pacchioni

L’attuale presidente dell’Anpi Modena, Lucio Ferrari, ha trattenuto a fatica le lacrime mentre raccontava cosa voleva dire per lui, primo dirigente non partigiano dell’associazione, prendere in mano la guida dopo di lei. Il funerale in forma civile si è svolto come previsto, con tempi stretti e discorsi brevi. Il feretro è stato trasportato dalla Camera Ardente del Policlinico all’auto delle onoranze funebri davanti a centinaia di partecipanti di tutti i gruppi politici antifascisti, compresa una delegazione del Partito Repubblicano Italiano. Poi è arrivato il momento dei ricordi prima della partenza per Soliera dove si sarebbe tenuta la tumulazione, con la folla sempre vicina al fratello, alla nuora e al nipote Giovanni. «Vorrei trasmetterti la tristezza insieme con l’affetto e i ricordi dell’Anpi - ha detto Ferrari - siamo grati per la vita che hai donato a tutti noi e alla tua terra. Lasci un grande vuoto nella comunità modenese ma anche un grande patrimonio di impegno civile e politico. L’Anpi si farà carico di custodire questo patrimonio».


Per Cgil, Manuela Gozzi; «Salutiamo per l’ultima volta una donna con la “d” maiuscola: una compagna di tante battaglie ma soprattutto amica, donna, madre, partigiana, sindacalista e amministratrice, un modello onnicomprensivo di valori. Sempre in prima fila mettendoci la faccia, lungimirante nelle intuizioni. Per il welfare all’emiliana ricordato in questi giorni. Grazie al tuo impegno le donne modenesi hanno potuto lavorare fuori casa con la tranquillità di sapere che i loro bambini erano al sicuro in un asilo. Questo ha segnato il percorso di costruzione di parità tra uomini e donne, l’inizio di una emancipazione in anni nei quali i diritti erano diversi da quelli di oggi».

Ha anche ricordato che l’autorevolezza di Pacchioni, riconosciuta da tutti, «nasceva dalla sua capacità di approccio che incuteva rispetto. Aveva una capacità innata di entrare in sintonia con le persone che trattavano con lei. Non ricordo occasioni pubbliche in cui un suo intervento non abbia generato applausi».

Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha ricordato le tappe principali di settant’anni di vita pubblica di Aude Pacchioni, iniziata con il suo impegno partigiano a Soliera nella Brigata Diavolo, quando si faceva chiamare Mimma. «Dal tempo della sofferenza che la Resistenza creava liberando impegno e passione politica», ha detto ricordando le sue origini in una famiglia di coltivatori, padre comunista e madre cattolica praticante. Poi ha ricordato l’impegno nel Pci e nell’amministrazione comunale dal 1956 al 1986, sotto quattro sindaci. «Ultimamente, quando stavi già male, mi hai parlato spesso con molta preoccupazione del futuro che aspetta i giovani e le donne. Mi ha colpito molto questa tua attenzione che ora faremo nostra. Sarai sempre un grande riferimento per Modena», ha concluso il sindaco ricordando il suo impegno durato fino alla fine. —

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