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Modena Ritorno in classe, subito sciopero Gli studenti: «Noi mai coinvolti»

Il 18 gennaio ripartono le lezioni in presenza alle superiori Parte dei ragazzi non è serena «Non vanifichiamo gli sforzi fatti in questi mesi»

Si sentono esclusi da tutte le decisioni prese finora riguardo la scuole e non hanno intenzione di restare immobili. Rischia di partire subito con uno sciopero studentesco il primo giorno di lezioni in presenza nelle scuole di Modena e dell’Emilia Romagna.

Fin dalle prime ore successive alla comunicazione ufficiale da parte della Regione, i ragazzi si sono divisi in due grandi filoni di pensiero. Da una parte chi soddisfatto della decisione presa dal Tar di Bologna ha esultato per il ritorno in classe dopo lunghe settimane di didattica a distanza. Dall’altra chi ritiene tale decisione un azzardo e un rischio per la salute, non solo degli studenti stessi ma soprattutto dei familiari a casa.


Il tam tam tra i diversi licei e istituti è iniziato ovviamente attraverso Instagram, il social network più usato dai ragazzi in età scolare.

La pagina Instagram sciopero_studentesco_er ha rilanciato il messaggio: “Dopo mesi di pandemia le decisioni che riguardano noi in prima persona vengono ancora prese senza tenerci minimamente in considerazione, per questo motivo è arrivato il momento di mobilitarvi e fare sentire la nostra voce. La didattica a distanza è pesante e difficile, ma necessaria se non si vogliono vanificare gli sforzi che tutti noi abbiamo fatto negli ultimi mesi”.

Non è ancora possibile ipotizzare quale potrà essere l’adesione a una manifestazione che ovviamente dovrà essere espressa in forma diversa rispetto agli scioperi studenteschi abituali e quindi senza alcun corteo o assembramento, quello che è certo è che non tutti i ragazzi sono convinti di tornare in classe.

Come noto la decisione è stata presa due giorni fa dalla Regione dopo che il Tar dell’Emilia Romagna ha accolto il ricorso presentato da 21 genitori che reclamavano la necessità di ripartire con le lezioni in presenza. Una sentenza che non è piaciuta al presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini che, però, l’ha applicata. —

GIB

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