Strade pericolose nonostante lo stop, a Modena un incidente ogni cinque ore

I dati 2020 confermano un calo del 29% rispetto al 2019 Via Emilia la peggiore, ma sulla Vignolese ci sono più feriti

Meno pericolose sì, ma non così tanto come si potrebbe pensare. Tanto per fare un esempio, mettendo insieme i quattro assi più importanti della città - i due rami della via Emilia, la Vignolese e via Giardini - viene fuori la poco invidiabile media di un incidente al giorno. Il che significa che è andata un po’ meglio del 2019, ma considerando il minor numero di auto in circolazione non è che sia poi cambiato così tanto. Lockdown o meno, insomma, nel 2020 le principali arterie modenesi hanno continuato ad essere pericolose per automobilisti, ciclisti e pedoni: la conferma viene dai dati sugli incidenti rilevati dalla polizia municipale di Modena durante l’anno che si è appena concluso. Dati che confermano il calo dell’incidentalità, così come avvenuto a livello nazionale, dal momento che il lockdown primaverile e le restrizioni autunnali hanno portato meno auto a percorrere le arterie comunali. Un calo che però è inferiore alle attese, perché nel 2020 gli incidenti rilevati dalla polizia locale sulle strade cittadine sono stati 1.601, ovvero il 71% dei 2.250 sinistri rilevati nel 2019. Ogni giorno, insomma, sulle strade del territorio comunale sono stati rilevati più di quattro incidenti, con una media di un sinistro ogni cinque ore. Un andamento che rispecchia quello nazionale, che vede un calo medio del 30%, mentre dal punto di vista degli incidenti con feriti il calo è ancora minore: se nel 2019 quelli rilevati in città erano stati 856, nel 2020 il numero è sceso a 646, ovvero il 25% in meno.

Dati a parte, quali sono le vie cittadine più pericolose? Come è facile immaginare, i primi dieci posti della classifica sono occupati dalle arterie più trafficate, anche se ci sono alcuni elementi non scontati, a partire dal rapporto tra incidenti e sinistri con feriti. Nel 2020, dunque, la strada modenese più pericolosa è stata la via Emilia ovest, seguita dalla Emilia est e dalla Vignolese: tutte e tre hanno registrato un numero di incidenti superiore a 90, ovvero uno ogni quattro giorni. Lasciando il “podio”, si trovano due strade altrettanto trafficate e pericolose: la via Giardini e strada Morane, dove gli incidenti rilevati sono stati una cinquantina. Seguono viale Ciro Menotti e un ramo della tangenziale: si tratta del tratto nord “Pirandello”, ovvero quello che dall’innesto con la via Canaletto arriva a quello con la via Emilia ovest alla Bruciata. In questo caso siamo a una media di trenta incidenti rilevati, soglia al di sotto della quale si scende per le ultime tre vie nella classifica delle peggiori, ovvero strada Bellaria, la via Nonantolana e via Divisione Acqui.


Strade tra le quali nella classifica del 2020 non è compreso viale Italia: senza dubbio si tratta di un’arteria trafficata e pericolosa, ma probabilmente le numerose campagne organizzate dalla municipale, con rilevamento della velocità e controlli, ha portato ad abbassare il numero degli incidenti.

Passando ai sinistri con feriti, le strade sono in gran parte le stesse, ma con un ordine diverso: nel 2020 la via più pericolosa di Modena è stata la Vignolese, seguita dalla via Emilia est e da via Giardini. Per tutte e tre, l’anno scorso gli incidenti con feriti sono stati più di 50. Segue la via Emilia ovest e quindi via Morane, dove gli incidenti con feriti sono stati 30. A registrare un numero di feriti compreso tra 20 e 10 sono state, in ordine di pericolosità decrescente, la strada Nazionale per Carpi nord, via Divisione Acqui, la tangenziale nord Pirandello, strada Albareto, la Nonantolana e viale Amendola.

Tornando ai numeri complessivi e al confronto con l’anno precedente, un altro numero interessante è quello delle notizie di reato trasmesse dagli agenti della polizia municipale per gli incidenti stradali con feriti gravi. Anche in questo caso c’è stato un calo rispetto al 2019, ma con una forbice sempre più stretta rispetto al numero generale degli incidenti: se nel 2019 i reati segnalati per sinistri con feriti gravi erano stati 207, l’anno scorso il numero è sceso a 182, ovvero l’88%. Se gli incidenti sono calati a causa delle chiusure imposte dalla pandemia, insomma, la lesività dei sinistri è diminuita in proporzione molto meno. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA