Spilamberto. Evangelista protesta con fair play: tavola con candela all’ingresso

Sabato sera l’exploit davanti al ristorante S.Pellegrino di Spilamberto «Io rispetto le regole, ma spero che così la gente si fermi e rifletta» 

il caso

Non c’è solo la Spilamberto ribelle del pub Hombrelobo. Tra i ristoratori dello stesso paese c’è anche chi protesta per la chiusura in un modo simbolico, perfettamente legale, ma lo stesso di un certo effetto.


È l’idea messa in scena sabato sera da Evangelista Pelloni, 70 anni: davanti all’ingresso del suo ristorante San Pellegrino (in via Vignolese 1154, regolarmente chiuso) ha apparecchiato un tavolo per due mettendoci al centro una candela «a simboleggiare la speranza di ripartire». L’insolito colpo d’occhio ha colpito anche sindaco e carabinieri, venuti subito in sopralluogo accertando però la piena legittimità del gesto, che ha anzi riscosso tutta l’approvazione del primo cittadino.

«Da quando ho riaperto il 22 maggio l’ho fatto adottando i più alti standard di sicurezza - mette in luce Pelloni - ho cambiato l’impianto di areazione, ridotto la capienza del 35% portandola a 38 posti su tavoli quadrati che ho fatto io, mettendo tra uno e l’altro dei separé in plastica. Ai clienti oltre al gel igienizzante all’ingresso veniva consegnato un sacchetto in cui mettere la mascherina, e in un altro finivano le giacche. Io vorrei che qualcuno mi dicesse perché un locale con questo protocollo adesso deve rimanere chiuso: è enormemente più sicuro di un centro commerciale. Ma io non voglio protestare infrangendo le regole, perché se lo facessimo tutti significherebbe solo una cosa: caos e scontri. Per questo ho pensato a questo tavolo vuoto all’esterno con la speranza che la gente si fermi, mi chieda le motivazioni e rifletta sulla mia condizione e quella della categoria. Continuerò ad apparecchiare “a vuoto” per tutta la settimana, mezzogiorno e sera».

Proprio ieri ha festeggiato, piuttosto amaramente, i suoi 49 anni da ristoratore, passati anche per la gestione fino al 1995 del bar Ristorante Centrale di Pozza. Associato alla Cna, ha messo all’ingresso del locale un cartello emblematico: “Combattere la pandemia senza uccidere le imprese si può. E si deve”. «Non possiamo che essere al fianco di persone come Evangelista - sottolinea il sindaco Costantini - prendendo invece le distanze da chi agisce nell’illegalità pensando che mettere disordine in società possa portare a un miglioramento delle cose». —

D.M.

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