Gli studenti bocciano il rientro in aula «Trasporti, caos e freddo: così non va» 

Documento sottoscritto da tutti gli istituti superiori e un sondaggio fa crollare il gradimento su organizzazione e politica

Francesco Dondi

Trasporti inadeguati e alcune corriere tuttora stipate; attesa nel cortile degli istituti con inevitabili e preoccupanti assembramenti; lezioni con finestre spalancate per permettere il ricircolo d’aria anche a fronte di temperature che rasentano lo zero. Il giudizio degli studenti di Modena è inequivocabile: tantissimi di loro non ritengono sicuro il rientro a scuola così come programmato, né con il 50 per cento in presenza come imposto dal Tar, ma neppure se analizzato sul fronte dei trasporti e dell’accoglienza.


Situazioni certificate attraverso un sondaggio interno, tutt’ora in corso, che però appare destinato ad offrire una fotografia disastrosa se osservata dal fronte dei ragazzi. Giovani che hanno scelto di sintetizzare la loro proposte in un documento unitario, sottoscritto i dai rappresentanti degli istituti Muratori Tassoni, Corni, Cattaneo-Deledda, Selmi, Fermi, Guarini, Barozzi, Sigonio e Wiligelmo.

«Chi di competenza – scrivono a nome delle migliaia di compagni di classe – adotti e garantisca una migliore organizzazione delle attività didattiche. Suggeriamo l’introduzione della possibilità di seguire le lezioni teoriche in didattica a distanza anche quando l’orario scolastico prevede che le stesse siano da svolgere in presenza, con relativa responsabilità del singolo studente di individuare l’approccio migliore in base alla sua condizione. Inoltre, è necessario adottare e garantire una migliore organizzazione dei trasporti per gli studenti».

Le proposte finali arrivano però al termine di un’approfondita analisi. «Il rientro in presenza, seppur contingentato – riporta il documento – rischia di aggravare la situazione e alimentare la diffusione del virus, rendendo vani gli sforzi dei mesi passati; se avventato rischia di alimentare i contagi e costringere gli studenti a tornare nuovamente in Dad proprio negli ultimi mesi dell’anno scolastico, ovvero nei mesi più critici, specie per i maturandi. Seppur la scuola sia, nella maggior parte dei casi, un ambiente sicuro dove si registrano ufficialmente pochi contagi, il maggior rischio è riscontrato durante lo spostamento sui mezzi pubblici e durante i loro contatti nei piazzali delle scuole all’entrata e all’uscita».

Ma la critica si estende poi all’organizzazione interna e diventa chiaro il riferimento alle aule freezer e al sovraffollamento. «La maggior parte delle scuole soffre di scarsità delle aule e degli spazi da adibire alla didattica in presenza, causando sovraffollamento. Si riscontra spesso la mancanza di impianti di ricambio dell’aria nelle aule e non sempre risulta efficiente negli istituti il tracciamento di tutti gli studenti».

Ci sono infine le perplessità sui risultati scolastici visto che “il continuo cambiamento delle disposizioni riguardanti la didattica a distanza e quella in presenza nuoce gravemente all’organizzazione delle lezioni e delle valutazioni dei docenti, con un conseguente drastico calo della validità delle valutazioni stesse. Come del resto ci sono problemi organizzativi per lo studio e i trasporti”.

Ma non c’è solo il documento unitario perché è il sondaggio in corso che distribuisce “4 in pagella” a tutto il fronte dell’organizzazione. L’83 per cento dei ragazzi non si sente sicuro nel rientro, e l’88 per cento non valuta una buona idea il ritorno in aula, dando analogo e pessimo giudizio anche sul trasporto pubblico. Non si salva nessuno: il Governo ha un indice di gradimento bassissimo per quanto riguarda le risposte messe in campo per il rientro in sicurezza (85% lo boccia), e un po’ meglio va la Regione anche se 3 studenti su 4 non gradiscono la gestione. —

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