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Modena, allarme per il vaccino: mancano 4600 dosi. «A rischio i richiami»

Consegnate quattro scatole in meno. Decisivo l’invio di lunedì prossimo. Brambilla: «Nelle Cra ancora tanti tentennamenti tra gli operatori»

MODENA. Di fatto la brutta sorpresa era già annunciata, ma tra gli annunci e la realtà ci sono di mezzo... quattro scatole. E se detto così non sembra nemmeno tanto grave, la realtà è che quattro scatole in meno significa 4.680 dosi che mancano, mettendo a rischio il secondo richiamo per altrettanti modenesi.

Lo sa bene Antonio Brambilla, direttore generale dell’Ausl di Modena, che ieri, facendo il punto della situazione sull’epidemia da Covid-19, ha ricostruito la brutta sorpresa di lunedì scorso, quando da Pfizer sono arrivate la metà delle 9.360 dosi attese.

«Il problema - ha spiegato il dg in videoconferenza - è che Pfizer ha annunciato ulteriori ritardi rispetto alla riduzione delle dosi da consegnare. E se lunedì scorso abbiamo ricevuto la metà delle scatole previste, ora l’attesa è per lunedì prossimo, quando aspettiamo più di 10mila dosi: se anche lì ci dovesse essere una forte riduzione rispetto alle previsioni, potremmo avere dei grossi problemi».

Il pensiero va soprattutto ai richiami, perché la somministrazione ideale è prevista il 21esimo giorno dopo la prima, ma un ulteriore ritardo potrebbe far slittare la seconda dose, posto che il limite massimo per non perdere l’efficacia è di 28 giorni. Un problema che ha colpito in particolare l’Emilia Romagna, e che è stato affrontato ieri sera in un incontro tra il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario Arcuri e i presidenti delle Regioni, a partire da Stefano Bonaccini. «La Regione sta cercando di risolvere la situazione - ha detto ancora Brambilla - perché se continueranno a esserci problemi e ritardi nelle consegne, di conseguenza ci saranno delle criticità nel rispetto del programma».

Programma che in teoria dovrebbe portare a chiudere la fase che riguarda medici, operatori sanitari, personale e ospiti delle residenze per anziani entro fine febbraio: «Noi contiamo di farcela - ha aggiunto il dg - ma molto dipenderà dagli arrivi delle dosi. A quel punto, tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo, noi contiamo di partire subito con i modenesi che hanno più di 80 anni e anziani con patologie seguiti a casa: si tratta di una fase delicata, perché il vaccino andrà somministrato a domicilio». Proprio per questo, l’Ausl conta di utilizzare i vaccini che arriveranno da Moderna: «L’arrivo è previsto per fine febbraio - ha fatto sapere ancora Brambilla - e questo tipo di vaccino, più resistente agli spostamenti perché meno legato alle basse temperature, si presta meglio alla parte della campagna che riguarda gli anziani da vaccinare a casa».

E a proposito di anziani, il direttore generale ha affrontato anche la delicata questione delle case di riposo: «L’adesione alla campagna vaccinale del personale sanitario e di quello amministrativo ha già raggiunto il 70% - ha aggiunto Brambilla - anche se al momento ci siamo fermati con le prenotazioni per il problema dei ritardi Pfizer. Più complessa la situazione nelle residenze per anziani, dove abbiamo vaccinato circa 4600 soggetti, di cui 2130 (il 46%) operatori e 2470 ospiti».

All’appello manca ancora qualche migliaio di persone, tra ritardi delle consegne, rinvii legati alla positività degli ospiti e perplessità di alcuni operatori: «In alcune realtà - ha ribadito il dg - abbiamo avuto problemi perché alcuni operatori avevano delle preoccupazioni sul vaccino. Più che di una vera e propria contrarietà si tratta di tentennamenti, ma trattandosi di strutture a rischio, i direttori di distretto stanno incontrando i sindaci: l’obiettivo è quello di fare un’opera di convincimento attraverso i canali che abbiamo. Faccio presente - ha chiuso la questione Brambilla - che qui a Modena non si è registrato alcun problema di reazioni maggiori alla vaccinazione, mentre per gli allergici sabato e domenica abbiamo programmato vaccinazioni con la presenza di medici di pronto soccorso».

Il direttore generale ha quindi fatto il punto della situazione sanitaria in provincia: «I contagi si sono ridotti rispetto a novembre, ma restano leggermente più alti rispetto alla media nazionale. Per quanto riguarda gli ospedali della rete modenese, lunedì avevamo 409 ricoverati, di cui 71 in terapia intensiva. Si tratta di numeri che siamo in grado di reggere, ma la situazione va seguita con attenzione, perché bisognerà reggere ancora per un po’ di tempo».

In miglioramento i dati sui contagi di ieri, che nel modenese sono stati 150, anche se il dato che preoccupa di più è quello dei decessi, che in provincia sono stati sei. —

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