Autobus, a Modena una task force anti-assembramenti: «Mezzi troppo affollati? No, solo pochi casi»

Il presidente Seta Nicolini dopo la ripresa delle lezioni in presenza «Su 300 controlli al giorno una manciata di situazioni difficili» 

Per ora i casi rilevati sono una manciata su una media di 300 controlli al giorno. Il che significa che qualche situazione da “aggiustare” c’è, ma in misura decisamente inferiore rispetto a quanto si pensi, tanto che la maggior parte dei mezzi sono... semivuoti. A farlo sapere è il presidente Seta Antonio Nicolini, che ieri mattina in Prefettura ha illustrato la situazione a quattro giorni dalla ripartenza delle lezioni in presenza alle superiori dopo le segnalazioni di diversi ragazzi che hanno fotografato gli assembramenti sui mezzi.

Presidente Nicolini, a giudicare da alcune immagini circolate in questi giorni, la situazione sembra piuttosto problematica...


«In realtà la situazione è ampiamente sotto controllo, come confermano le verifiche che abbiamo messo in campo. Proprio per monitorare la situazione, abbiamo creato una sorta di task force formata da 35 dipendenti di Seta e Amo, che ogni giorno verificano il rispetto dei carichi, che non devono superare il 50% della capienza dei mezzi».

Cos’è emerso?

«Su una media di 300 corse al giorno controllate sono emersi una manciata di casi in cui c’erano dei piccoli assembramenti, ma sempre entro i limiti di capienza consenti. Del resto, in questi giorni abbiamo ricevuto un solo reclamo per assembramenti».

Eppure ci sono foto di assembramenti scattate da alcuni studenti...

«Qualche caso c’è stato, ma si tratta davvero di una manciata di situazioni, che stiamo facendo il possibile per contrastare. Restando alle foto che circolano, comunque, spesso si tratta di gruppi di ragazzi molto vicini tra loro, ma comunque dal numero inferiore a quello della capienza consentita».

Non sono tenuti a rispettare il distanziamento sugli autobus?

«No, da maggio non ci sono limiti per il distanziamento. L’unico limite attualmente in vigore è quello del 50% della capienza, che in base ai nostri controlli viene sempre rispettato. Però anche su un autobus omologato per 90 persone, e dunque con un limite di 45 presenti, può nascere un piccolo assembramento: succede, per esempio, anche se a bordo ci sono venti ragazzi che stanno tutti in piedi e vicini. Devo però dire che la maggior parte dei ragazzi si sta comportando in modo responsabile».

Avete altri mezzi per verificare il riempimento?

«Sì: stiamo installando un software, già presente su circa la metà dei mezzi, che implementa il servizio “quanto manca”, che utilizzando l’app indica i tempi di attesa. Quando il sistema sarà pronto, la stessa app avrà una sorta di semaforo basato sul riempimento: se è verde significa che il mezzo è sotto il 50%, se è giallo che è vicino al limite, se è rosso non si può salire».

Tra i luoghi a rischio ci sono le fermate: come controllarle per evitare resse?

«Abbiamo trasmesso alla Questura l’elenco delle fermate e degli orari a rischio, e ieri, ad esempio, al polo Leonardo c’era una pattuglia della municipale. Anche da parte delle forze dell’ordine, comunque, non ci sono state segnalazioni per il momento. Restando alla giornata di ieri, alle 13 buona parte dei 30 autobus partiti dal polo Leonardo erano semivuoti: la situazione è sotto controllo, insomma, e nel giro di una decina di giorni sono certo che anche i ragazzi capiranno il nuovo sistema. E magari, se qualcuno vedrà un bus già pieno al 50%, preferirà aspettare il mezzo successivo». —

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