Fanano. "Resta!". Il coraggio di Carolina e Chiara un esempio per il Touring Club

Giovani che hanno scommesso sulle loro attività di sartoria e lavorazione di pelle  «A lezione dalla nonna per scoprire segreti». «Creo pensando a viaggi e natura»

Mattia Vernelli

FANANO. Le storie di Carolina e Chiara, accomunate dalla passione per l’artigianato, sono entrambe di ritorno. Ritorno nel proprio paese natale, interrompendo gli studi, per avviare coraggiosamente due attività, oggi quasi in via d’estinzione. Ago e filo per Carolina Corsini, nella sua sartoria cuce e rammenda capi d'abbigliamento; Chiara Turchi invece ha scelto di dedicarsi alla pelle, al cuoio e a manufatti in pietra: le sue opere si ispirano alla natura e al tribalismo. La prima ha intrapreso la sua strada 6 anni fa. «Porta avanti questo mestiere…», la nonna glielo ripeteva sempre, nella testa di Carolina quelle parole echeggiavano. A tal punto da raccogliere quel testimone di passione, tradizione, dedizione. «Studiavo Scienze della formazione primaria a Bologna, ma ero insoddisfatta. Io con le mie mani volevo creare. Così, ho scelto di andare a “scuola” da mia nonna: lei, sarta da 70 anni, mi ha mostrato i segreti, di un mestiere complesso, che non si finisce mai di imparare. È importante conoscere le proprie radici...». Una scelta controcorrente rispetto allo spopolamento dei giovani nelle montagne. «Credo di essere una rara eccezione, le persone si meravigliano quando entrano, credono di trovare una sarta anziana. Ma in questa società “dell’eccellenza”, dove sono richieste competenze tecniche e intellettuali, nell’immaginario collettivo è dequalificante svolgere un lavoro manuale. Al contrario, è qualcosa di cui andare fieri, una vera scommessa».


L’animo di Chiara invece si lascia guidare da vibrazioni della natura ed echi ancestrali, grazie ai quali da forma ai suoi manufatti. «Lavoro la pelle, il cuoio, le piume, le pietre e le corna di animali. Produco creazioni da vendere negli eventi, ad esempio feste celtiche e medioevali. Poi lavoro con i privati, che mi ordinano oggetti classici personalizzati, come un portafoglio o una cintura. Non ho una produzione in serie, sono tutti pezzi unici. Poi c’è un terzo campo, le creazioni che agiscono a livello energetico, ricavate dalla natura, come piume, pietre o corni. Se una persona si interessa ad una determinata pietra, ad esempio, significa che vuole “lavorare” con l’energia che sprigiona quel materiale. Tanti studi di cristalloterapia affermano che ogni pietra ha una determinata funzione, che lavora su diversi punti energetici del corpo». Alla domanda -dove nasce questa passione?- Chiara non ha dubbi: «Io creo per ciò che sono. Esprimo quello che sento dentro. Prendo spunto dai viaggi che faccio, le sensazioni che provo e il bagaglio di esperienze che mi porto dietro. Quando sono tornata dal Portogallo, ad esempio, ho preso del quarzo». Alla visibilità delle due attività, ha contribuito l’adesione del Comune di Fanano al progetto “Resta!” di Bandiere Arancioni del Touring Club Italiano dedicato ad alcune attività particolarmente resilienti nei borghi d’Italia, grazie al finanziamento del Ministero del Lavoro, che punta alla valorizzazione territoriale e ad uno sviluppo turistico sostenibile. —