I pendolari modenesi in auto costretti a viaggi lumaca anche con il Covid

Negli orari di punta tempi di percorrenza raddoppiati sulle principali direttrici Via Emilia e Nonantolana le maglie nere: da Castelfranco serve anche un’ora

Giovanni Balugani

Il trasporto pubblico non è ancora un’alternativa per i modenesi. L’automobile resta di gran lunga la scelta principale e il Covid non c’entra, perché anche prima della pandemia il pendolarismo dalla provincia alla città e viceversa era caratterizzato da un intenso utilizzo della vettura privatabile. Il risultato è il blocco delle vie di accesso alla città, con tempi di percorrenza biblici su ogni direttrice.


Da Castelfranco o da Nonantola, da Rubiera o da Vignola raggiungere il centro di Modena è un calvario specie nelle ore di punta del mattino, quando tra le 8 e le 9 si concentra il picco di traffico.

I TEMPI DI PERCORRENZA

Ma quanto tempo è necessario dai punti principali della provincia a raggiungere il centro?

Da Carpi circa 45 minuti nell’ora di punta. Il traffico si concentra sulla Nazionale con intoppi ben noti alle porte della città, in particolare all’altezza della rotonda con lo svincolo per Campogalliano. Un tappo che nei giorni feriali porta al raddoppio dei tempi di percorrenza, perché di norma servirebbero poco più di 20 minuti.

Sorride chi vive a Sassuolo, perché la possibilità di utilizzare una tangenziale a due corsie, che a sua volta si va ad allacciare con l’anello modenese, di fatto mantiene i tempi di percorrenza “umani”: circa mezzora.

Chi sogna una strada a due corsie è chi arriva da Castelfranco. La via Emilia sul versante bolognese resta una unica lunga coda, che inizia ben prima del ponte di Sant’Ambrogio e si trascina stancamente fino all’imbocco della tangenziale. Nei giorni peggiori possono servire anche 60 minuti per arrivare a Modena: un’ora per coprire una ventina di chilometri. È forse la situazione peggiore dell’intera provincia, una maglia nera che va condivisa con chi arriva da Nonantola. La Nonantolana da anni è un serpentone di auto che porta i tempi di percorrenza ben oltre i 30 minuti per chi viaggia attorno alle 8 di mattina: e stiamo parlando di poco più di 10 chilometri. Transitando sulla stessa strada ad esempio alle 10 i tempi si dimezzano. A influenzare la viabilità di questa arteria c’è sicuramente il traffico proveniente da parte della Bassa che si interseca con la Nonantolana al Navicello.

L’altra fetta della Bassa, quella che arriva da Mirandola, resta sulla strada statale 12 che si mantiene relativamente scorrevole rispetto ad altre strade e richiede poco meno di un’ora per arrivare in città; tenendo conto che i chilometri sono più di 30 la situazione è tutto sommato accettabile. Ben diverso per quanto riguarda la zona di Vignola. Serve quasi un’ora per coprire 23 chilometri, quando senza traffico ne servirebbe la metà. Non migliorano le cose sull’Estense che convoglia il traffico da parte della zona pedemontana e dell’Appennino. Partendo da Pozza di Maranello occorrono fino a 40 minuti per raggiungere Modena.

Non va dimenticata infine l’ultima porzione di pendolari che raggiungono Modena: quella reggiana. La via Emilia da Bagno a Modena è talmente trafficata da aver spinto il Comune di Rubiera a chiedere disperatamente la realizzazione della tangenziale, in modo da deviare l’enorme traffico di veicoli che ogni giorno attraversa il Secchia. Tempi? Anche i qui tempi si raddoppiano, da Bagno a Modena occorrono fino a 40 minuti.

l’area vasta

La mobilità della provincia di Modena e della città è tra le più complesse dell’Emilia Romagna. La presenza di grandi centri come Carpi e Sassuolo, così come quelle di zone industriali perfieriche (le ceramiche ad esempio), fa aumentare gli spostamenti sensibilmente rispetto alle altre province. Basti pensare che solo tra Carpi, Modena e il distretto ceramico gli spostamenti giornalieri dei pendolari sono 110mila. Con il Covid i numeri si sono mitigati, ma - speriamo - prima o poi l’epidemia finirà...

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