Il sindaco di Castelfranco contro la Camorra: «Casalesi attivi, non ero un visionario»

Gianni Gargano lancia un messaggio forte ai negazionisti: «La mafia è presente nel nostro territorio»

CASTELFRANCO.Talvolta a insistere su certi temi si rischia di innescare forme di rigetto nonostante la serietà del disquisire. Ed evidentemente in città si era creato in parte questo clima nel parlare di infiltrazioni mafiose nel territorio. Perché Castelfranco, da anni, si è contraddistinta per una convincente discesa in campo fatta di incontri pubblici, inviti di personalità eccellenti, interviste utili a diffondere il sentimento della legalità, ma evidentemente non basta. Come non bastava l’attivismo della sezione locale di Libera, da tempo coraggiosa realtà, capace anche di organizzare un tour tra i beni confiscati oltre ad eventi di sensibilizzazione collettiva.



Ma quell’attivismo a qualcuno non è forse piaciuto se il sindaco Gianni Gargano, che dell’antimafia è tra i primi paladini pubblici, ha scelto di commentare l’ultima operazione della Guardia di finanza di Firenze contro il clan dei Casalesi, partendo da una critica ad uno sconosciuto interlocutore, un negazionista del radicamento mafioso in terra emiliana.

«Un sentito ringraziamento alla magistratura e ai militari della Guardia di finanza – dice il sindaco – per il loro straordinario lavoro di investigazione seguendo la visione di Giovanni Falcone “follow the money”, segui i soldi. Questa l'ulteriore risposta a tutti coloro che in tutti questi anni di amministrazione mi hanno attaccato dandomi del visionario o peggio: “di colui che guarda troppi film”. Dopo aver costruito l’Osservatorio della Legalità della nostra città, organizzato numerose iniziative a sostegno della cultura della legalità attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti, questa è una nuova risposta a coloro che non credono che la camorra sia presente sul nostro territorio. Camorra che fa affari e si confonde. Continuerò, per quello che è in mio potere, a collaborare con le autorità dando loro ogni spunto per essere sempre più efficaci al contrasto di questo fenomeno e parimenti a organizzare incontri pubblici utili ad informare la popolazione. Anche questa per certi versi è una “vaccinazione”».

In effetti Gargano centra il punto: la camorra dei fratelli Diana, arrestati con l’accusa di associazione con l’aggravante mafiosa, non appare violenta - o quantomeno l’inchiesta Minerva non evidenzia episodi del genere - ma sa però fare affari e cerca sempre di stare un passo avanti rispetto allo Stato.

«Politici, magistrati, associazioni, partiti, sindacati e giornalisti debbono stare dalla stessa parte della legalità – commenta per conto del partito Socialista, Paolo Cristoni – Dobbiamo continuare a tenere viva l’attenzione, a stimolare le persone a mantenere gli occhi aperti e la guardia alta perché quest’ultima inchiesta si infila in un solco più ampio. Castelfranco è terra ricca e dove ci sono i soldi la criminalità organizzata cerca di fare affari. Ebbene, come Socialisti e io personalmente non ci tiriamo indietro di fronte ad un compito che volentieri ci assumiamo: vogliamo essere tra quelli che non dormono». —

Ha collaborato

Alberto Poppi

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