Emilia Romagna: perduti 40mila posti di lavoro, 6 mila sono modenesi

In regione 420 milioni di ore di cassa integrazione, più che nel periodo 2014-2019 I numeri più alti a Bologna e a Modena, dove la stima dei nuovi disoccupati è di 6mila

Stefano Turcato

Numeri tremendi, nemmeno lontanamente paragonabili a quelli degli anni precedenti. Il sindacato Cgil regionale ha diffuso i dati Inps sulle ore autorizzate di cassa integrazione e di assegni dei Fondi di solidarietà in Emilia Romagna in tutto il 2020.


La cassa integrazione nel 2020 in Emilia-Romagna segna 420 milioni di ore. Non solo. In un anno in regione sono stati persi oltre 40.000 posti di lavoro, soprattutto giovani e donne, anche se è opportuno precisare che si tratta più che altro di contratti precari a tempo determinato ma la sostanza non muta: sono sempre addetti cui non è stato rinnovato il contratto in scadenza e che hanno quindi perduto il lavoro. I contratti a tempo indeterminato sono stati salvati dal blocco dei licenziamenti deciso e poi prorogato dal governo.

«Nel 2021 – commenta il sindacato regionale Cgil – per evitare una catastrofe sociale bisogna proteggere lavoratori e imprese. In regione la tutela dell'occupazione passa anche dagli impegni condivisi nel Patto per il lavoro e il clima».

Il ricorso complessivo nel periodo gennaio-dicembre 2020 in Emilia-Romagna pesa quasi 295 milioni di ore di cassa integrazione a vario titolo (quasi tre miliardi di ore a livello nazionale), a cui si aggiungono 123 milioni di ore di assegni dei Fondi di solidarietà, per un totale di 420 milioni di ore autorizzate nella regione. Sempre in regione, 295 milioni di ore autorizzate risultano quindi superiori alla somma dei sei anni precedenti (2014-2019), quando furono 252,8 milioni, nonchè superiori alla somma dei primi tre anni della grande crisi (2009-2011), quando furono 263,3 milioni.

A livello territoriale, sempre in riferimento ai soli dati della “cassa” nel confronto tra 2020 e 2019, Bologna segna +75 milioni di ore, Ferrara +13,3 milioni, Forlì Cesena +21,4 milioni, Modena +57,6 milioni, Parma +21,9 milioni, Piacenza +14,1 milioni, Ravenna +18,5 milioni, Reggio Emilia +34,5 milioni, Rimini +18,5 milioni.

A Bologna e Modena gli incrementi più vistosi e proprio riguardo a Modena va evidenziato che una stima, per ora approssimativa e non diffusa da Cgil, dei posti di lavoro perduti valuta in circa seimila i nuovi disoccupati nella provincia.

A tutto questo vanno sommati il settore dell'artigianato e i lavoratori somministrati, non trattati dall’Inps ma dai Fondi di solidarietà: si parla in Emilia-Romagna di 91.704 lavoratori nell'artigianato e di oltre 22.000 lavoratori somministrati. —

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