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Internet veloce, che beffa per la montagna modenese

Lavori iniziati dappertutto e poi abbandonati di colpo senza un perché: di 17 comuni, 15 restano a digiuno di fibra ottica

Daniele Montanari

Tra il boom delle seconde case e gli incentivi di Stato e Regione sulle prime, e su progetti di vita e lavoro qui, si sta assistendo sempre di più a una riscoperta dell’Appennino. Ma il territorio rischia di perdere il treno delle opportunità per mancanza di connessione. Perché qui la fibra ottica resta un miraggio.


Ci sono sia privati che aziende che stanno pensando di sfruttare qui le opportunità dello smart working, mantenendo la produttività in un contesto paesaggistico splendido. Ma il desiderio si scontra con l’amara realtà di una rete internet che ancora non lo permette. Tra i 17 comuni dell’Appennino, solo a Pavullo è stata attivata da tempo la fibra, e Sestola si è aggiunta giusto in questi giorni trovando una sua soluzione. Gli altri 15 restano a secco di banda larga, e possono contare solo sulle limitate (o limitatissime) prestazioni della vecchia Adsl. Open Fiber, incaricata di realizzare la rete, ha iniziato i lavori per poi lasciarli dappertutto incompiuti. E la pazienza ormai sta finendo.

A sollevare in modo diretto la questione è il sindaco di Montecreto Leandro Bonucchi: «Stiamo perdendo un’opportunità forse irripetibile - sottolinea - io ho anche degli imprenditori pronti a fare degli investimenti sul mio territorio ma non possono andare avanti senza fibra. A metà del 2018 abbiamo avviato i lavori per la posa della rete e quest’estate sono finiti: 2.500 abitazioni sarebbero già collegate. Ma non è stato ancora realizzato il nodo che alimenta la connessione, e quindi è come non avere nulla. Nonostante che ci avessero garantito l’attivazione. Ho sollecitato e risollecitato invano: non si riesce a capire quale sia il problema. Temo a questo punto che si tratti di mancanza di risorse. Ma non si può abbandonare un progetto così importante. Penso anche alla scuola: è fondamentale per la didattica a distanza. Ho chiesto un intervento dell’assessore regionale Barbara Lori per sbloccare la situazione nel più breve tempo possibile. Il suo lavoro per il rilancio del territorio rischia di essere fortemente condizionato da questa incredibile situazione ».

Anche a Fanano internet veloce è un miraggio: «I cavi sono arrivati ma mancano i collegamenti ai 14 punti da cui avverrebbe la distribuzione nelle case - spiega il sindaco Stefano Muzzarelli - spero che la Regione prenda in mano la situazione perché noi ormai non sappiamo più come sollecitare». E così è nel resto del Frignano.

Stessa musica in Val Dragone: case a digiuno di fibra anche a Frassinoro, Montefiorino e Palagano, dove Fabio Braglia sbotta: «Mi avevano garantito l’attivazione a luglio dell’anno scorso. Sono stati fatti dei lavori importanti, anche con diversi problemi nell’esecuzione per la verità, ma poi tutto si è fermato. E non si capisce perché».

Così di là dal Panaro tra Guiglia, Montese e Zocca, dove Gianfranco Tanari nota: «Hanno steso i cavidotti dappertutto, ma poi non ci hanno messo dentro la fibra. Sono spariti: da un anno ormai non si vedono lavori. E quelli che hanno eseguito peraltro hanno creato notevoli problemi, a partire dai danni alla rete elettrica. Concordo in tutto col sindaco di Montecreto: senza la fibra che avrebbe dovuto avere, la montagna sta perdendo una grandissima occasione». —

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