Modena. Market di chi non ce la fa Triplicate in un anno le famiglie in difficoltà

Ogni giovedì la Croce Rossa distribuisce pacchi di alimentari gratuitamente A febbraio 2020 erano 70 i nuclei in crisi, ora sono oltre 220 quelli assistiti

Paola Ducci

Sono più di 220 le famiglie in grave difficoltà economica della nostra città che di giovedì pomeriggio, dalle 13,30 alle 18, possono ritirare gratuitamente un pacco, con tanti viveri di prima necessità, presso i magazzini della sede della Croce Rossa Italiana (Cri) negli scantinati del complesso R -nord di via Canaletto a Modena. L’associazione, che fonda il suo operato grazie al volontariato e che promuove lo sviluppo dell’individuo, inteso come la possibilità per ciascuno di raggiungere il massimo delle proprie potenzialità, tutelando i diritti della persona e salvaguardandone la dignità, ha aiutato quest’anno oltre 900 persone che si sono trovate in condizione di estrema povertà. Con la sua rete di ben 190 volontari, che nel 2020 hanno donato circa 54.600 ore di lavoro, la Croce Rossa a Modena ha distribuito 16.116 pacchi alimentari agli indigenti, totalizzando più di un quintale di prodotti donati. «Al nostro servizio di distribuzione – spiega Domenico Pacchioni, delegato dell’area sociale di Cri - si rivolgono i nuclei famigliari o anche le singole persone che dimostrano di avere un Isee inferiore a 6000 euro. Dopo un primo colloquio conoscitivo e una segnalazione ai servizi sociali di Modena o comunque la verifica che la famiglia sia stata presa in carico anche dai servizi sociali per il suo bene, possono così cominciare ad usufruire del nostro contributo». Anche giovedì scorso sono state infatti circa un centinaio le persone che sono venute a ritirare la spesa. Un numero molto alto che da inizio pandemia ad oggi si è praticamente triplicato. «Se a febbraio le famiglie prese in carico da noi erano circa 70 - sottolinea Pacchioni- adesso sono più di 220. E se prima erano soprattutto persone straniere, ora sono aumentate le famiglie italiane che a causa della perdita del lavoro si sono trovate improvvisamente in condizione di grave povertà» . «I pacchi contengono innanzitutto alimenti di prima necessità come latte, pasta olio, scatolame e alimenti specifici per l'infanzia dedicati a chi ha dichiarato di avere bimbi piccoli in casa - continua Pacchioni – poi di volta in volta aggiungiamo anche sfiziosità che ci vengono donate. Per esempio questa settimana abbiamo dato un panettone a tutti, prossimamente daremo dell’ottimo ragù alla bolognese grazie ad un’ingentissima donazione dell’azienda “Conserve della nonna”. Ma quello che è importante è che prestiamo molta attenzione anche ad allergie e intolleranze e a non proporre la carne di maiale a chi è musulmano. Verificando infatti gli ingredienti per esempio che i prodotti da forno non contengano grassi di origine animale come lo strutto».


L’organizzazione logistica della distribuzione è estremamente efficiente grazie al lavoro dei volontari che si alternano sia nella preparazione dei pacchi calibrati in base al numero dei componenti del nucleo famigliare, che nella distribuzione vera e propria, affinché tutto avvenga secondo le principali regole della sicurezza anti contagio. «Il cibo che distribuiamo - chiarisce Carlo Alberto Simonini, volontario coordinatore del magazzino viveri – e ’di duplice provenienza. Una parte arriva direttamente dal Ministero del welfare al quale ci siamo accreditati e che ci fornisce beni di prima necessità "Fead - Agea" ovvero provenienti dal Fondo di aiuto europeo agli indigenti, un'altra parte ci viene invece fornita dalle donazioni di aziende del settore alimentare e dalle catene di supermercati attraverso i progetti di recupero delle eccedenze e le raccolte alimentari. Ma non mancano anche singoli donatori. Per esempio la nostra sede si trova accanto alla Coop Canaletto e tutte le settimane ci sono clienti che ci regalano carrelli pieni di viveri. Nel caso in cui rimaniamo sprovvisti di alcuni prodotti procediamo anche all'acquisto con i fondi che reperiamo dalle campagne di fundraising ma anche grazie al buon cuore di tanti piccoli donatori che in questo 2020 sono aumentati. Ci siamo trovati spesso sul conto corrente donazioni anche importanti in denaro da parte di cittadini anonimi».

Ma la distribuzione dei beni non avviene solo nel magazzino della sede di R-Nord. Rispondendo a più di 1800 chiamate, quasi 300 nel 2020 sono state infine le consegne di viveri a domicilio, soprattutto nei mesi del lockdown generale, così come di grande importanza è stato anche il servizio di consegna di farmaci non solo alle singole persone, ma anche all'Hotel Tibi di Modena, divenuto hotel Covid, supportando così l'area infermieristica della struttura, reperendo i famaci che i medici prescrivono alle persone in isolamento in hotel. —

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