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Rt sotto 1, ma l’Emilia Romagna resta arancione Bonaccini: «Pfizer rispetti gli accordi»

Migliora l’indice di contagio ma le restrizioni sono confermate. Il presidente: «Passaporto vaccinale? È bene discuterne»

Giovanni Balugani

Passi in avanti sì, ma non ancora sufficienti ad abbassare il livello di guardia e di conseguenza le restrizioni. L’Emilia Romagna ha un indice di contagio Rt di 0,97, quindi sotto la fatidica soglia dell’1 quella che spedisce le regioni in fascia arancione; tuttavia da Piacenza a Rimini si resterà nella fascia di rischio medio perché occorre mantenere il dato sotto l’1 per almeno due settimane. Per l’Emilia Romagna significa per altri 7 giorni, siccome la settimana scorsa l’indice era di 1,15.


L’indice di contagio, sarà solo una delle condizioni necessarie per diventare regione gialla, cioè a basso rischio e con maggiore libertà di movimenti. Oltre all’Rt infatti ci sono altri parametri da rispettare, in particolare quelli che riguardano lo stress sugli ospedali, ovvero la percentuale di occupazione dei reparti Covid e delle Terapie intensive. Se la settimana prossima anche gli ospedali saranno meno in sofferenza allora è probabile che l’Emilia Romagna diventi gialla. Ma fino al 31 gennaio resta l’arancione con le restrizioni ormai note e quindi divieto di spostamento al di fuori del Comune di residenza se non per comprovate esigenze lavorative, di salute o necessità. Bar e ristoranti chiusi se non per consegne a domicilio e asporto. Si vedono, però, segnali di miglioramento che fanno ben sperare.

BONACCINI VS PFIZER

Mentre continua la lotta negli ospedali, prosegue anche la campagna vaccinale con i noti rallentamenti nella distribuzione a causa delle inadempienze dell’azienda di produzione, la Pfizer.

«Per quanto ci riguarda non siamo inadempienti su niente – dice Stefano Bonaccini - Siamo una grande sanità, adesso tocca a Pfizer rispettare gli accordi». Ma il presidente dell’Emilia Romagna non si fida più: «L’azienda ha garantito che riparta la distribuzione, ma visto che non hanno garantito quello che avevano promesso, prima di dire che tornano a garantire tutto aspetterei». Dopodichè, sottolinea, «non tocca a noi questa responsabilità, perché la gestione e la distribuzione avviene a livello nazionale. Abbiamo detto al commissario Arcuri e al Governo che come Regioni siamo pronti a fare qualsiasi azione al loro fianco che serva per tornare al rispetto delle promesse e degli accordi firmati».

Il problema grave non è solo il ritardo, ma il rischio che chi ha fatto la prima dose non abbia a disposizione la seconda: «Intanto utilizziamo tutte quelle che abbiamo accantonato, speriamo che siano sufficienti insieme alle nuove forniture a coprire il fabbisogno, ma possiamo fare quello ci è consentito dall'arrivo delle dosi».

Si sta lavorando intensamente tra Regioni e Governo per equilibrare la distribuzione: «Abbiamo raggiunto un accordo tra presidenti, commissario Arcuri e coloro che sono stati più penalizzati per una scelta unilaterale di Pfizer. Così avremo tutti la stessa equità nel taglio. Però vogliamo essere fiduciosi e sperare che nelle prossime settimane torni la distribuzione di prima». Adesso, conclude Bonaccini, «stiamo facendo le seconde vaccinazioni, così cominciamo ad immunizzare un po’ di gente, che sarà esclusa dai rischi».

Infine il presidente rilancia sul passaporto vaccinale per entrare allo stadio, negli impianti sportivi e nei luoghi della cultura e dello spettacolo a rischio assembramento. «È bene ragionarci, mi piacerebbe si aprisse una discussione seria su questo, in particolare pensando alle tante, troppe attività economiche, sportive e culturali oggi precluse ai più per rischi di assembramento. Se potessero dare un servizio a chi non rischia più nulla e quindi è sicuro potrebbero rivedere la luce in fondo al tunnel».

AGGIORNAMENTO casi

Nel Modenese il contagio continua a restare stabile dopo che nei giorni scorsi era stata registrata una lieve flessione. Ieri i nuovi positivi sono stati 275: 186 sintomatici, di cui 8 ricoverati in reparti Covid e nessuno in Terapia intensiva. Si sono registrati 9 decessi: una 95enne di San Possidonio, una 95enne di Frassinoro, una 96enne di Mirandola, un 94enne di San Felice, un 68enne di Sassuolo, un 76enne di Modena, un 80enne di Modena, due 74 enni di Mirandola e Formigine.

Ottimo il dato dei guariti che sono 505. Le dosi somministrate di vaccino sono 20.973, di cui 539 seconde dosi.

In Emilia Romagna i nuovi casi sono 1.347. La percentuale dei nuovi positivi su tamponi eseguiti è del 6,2 per cento. I decessi sono stati 43, compresi i 9 modenesi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 220 (2 in più rispetto a giovedì), 2.402 quelli negli altri reparti Covid (-54). —

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