Caroline Caporossi: «Noi straniere a Modena premiate all’Onu Ora il progetto per valorizzarci cucinando»

Una Modena inclusiva e volta a valorizzare le donne migranti e la loro consapevolezza. L’Associazione per l’Integrazione delle Donne (Aiw nell’acronimo inglese) è stata premiata dalle Nazioni Unite. L’Onu ha consegnato (a distanza) il premio "youth Leadership and innovation award" a Caroline Caporossi, fondatrice dell’associazione.

MODENA Una Modena inclusiva e volta a valorizzare le donne migranti e la loro consapevolezza. L’Associazione per l’Integrazione delle Donne (Aiw Association for the Integration of Women) è stata premiata dalle Nazioni Unite. L’Onu ha consegnato (a distanza) il premio “youth Leadership and innovation award"” a Caroline Caporossi, fondatrice dell’associazione. «Sono molto fiera del nostro team e dell’intera comunità modenese», rivela la 27enne americana di origini calabresi. Che all’ombra della Ghirlandina sta mettendo radici. O meglio “Roots”, il progetto d’integrazione culinaria su cui punta l’associazione nel 2021.

Caroline, com’è stata l’esperienza al Forum Globale dell’Onu?


«La parte migliore dell’esperienza è venuta dalla possibilità di imparare dai miei colleghi e dall’entusiasmo contagioso di altri giovani da tutto il mondo che come me hanno una vocazione per l’integrazione e l’empowerment. Siamo in contatto e svilupperemo legami per supportare a vicenda le nostre associazioni».

Quale è stato il valore aggiunto del vostro progetto?

«La pertinenza del nostro modello. A Modena vivono molte donne migranti con abilità e sogni che spesso non riescono a realizzare. Noi adottiamo una prospettiva basata sulle risorse del singolo e crediamo che queste donne possano usare le proprie abilità e la propria cultura per creare prosperità e posti di lavoro per migranti e non. Lo sforzo di Modena per integrare le donne migranti nella forza lavoro non è unico nel suo genere».

Si aspettava il premio?

«Quando mi sono candidata al Forum, molti mesi fa, non lo avrei mai immaginato. Più mi preparavo, più mi rendevo conto che sebbene la nostra Associazione sia giovane, sia anche molto robusta. Abbiamo un team fantastico, i risultati ottenuti sono importanti e abbiamo riflettuto molto sul come siamo cresciuti».

Iniziative per il 2021?

«Il nostro obiettivo più importante è aprire Roots, la nostra base operativa. È un modello unico nel suo genere basato sull’integrazione attraverso il cibo, il cui compito sarà quello di formare donne migranti in campo culinario e fornire uno spazio dove poter condividere la propria cucina e cultura con la città di Modena».

Come potenzierete la presa di coscienza delle donne (empowerment)?

«Forniremo l’aiuto necessario per accedere alle capacità innate delle donne attraverso l’informazione e le risorse. Incoraggeremo la fiducia in sé e daremo vita a una piattaforma dove le donne migranti possano condividere il loro talento».

Al Forum lei ha detto: “Investire nelle donne significa investire nel futuro”. Come nasce tale consapevolezza?

«Quando le donne lavorano, le economie crescono. Molte ricerche provano che investire nelle donne non è solo positivo per la società, ma anche per l’economia».

Le migrazioni sono spesso viste negativamente. Come si può rovesciare il giudizio?

«Credo fermamente che tutti i migranti, come me, abbiano le abilità per poter apportare un contributo alla società. Ed il nostro lavoro è quello di chiedere loro in cosa sono bravi, cosa sanno fare, e dare loro l’opportunità di esprimere le loro abilità a modo loro. L’integrazione richiede collaborazione da parte di entrambe le parti, ma se collaboriamo davvero la nostra società ne uscirà arricchita». —

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