Modena. «Autobus, servono quattro linee veloci»

Il presidente di Amo Burzacchini: «Così si arriva in centro in dieci minuti. Le due già previste nel progetto del 2003 sono superate»

Luca Gardinale

MODENA. Forse non sarà l’ipotesi più affascinante, ma è la più efficiente, e probabilmente la più coraggiosa. Ne è convinto Andrea Burzacchini, amministratore unico dell’Agenzia di Mobilità di Modena. Se in città continua il dibattito sulla Metrotramvia - il progetto, riproposto dal laboratorio politico Volta Pagina, è stato sposato da tutta l’opposizione e dagli universitari dell’Udu - l’amministratore unico di Amo indica la strada della mobilità urbana per i prossimi anni: un sistema basato su tre o quattro linee preferenziali di bus elettrici, in grado di connettere i quartieri periferici al centro in dieci minuti. Un tema che dovrà affrontare il vincitore dei due studi commissionati dal Comune all’Agenzia di Mobilità, le cui candidature si chiuderanno il 10 febbraio: il primo riguarda il nuovo hub della stazione integrata treni-bus, mentre il secondo è dedicato al riassetto del sistema di trasporti pubblici urbani, con un focus sulla linea Modena-Sassuolo.


«Tutto nasce da un contributo di Amo al Piano urbano della mobilità sostenibile - spiega Burzacchini - in cui è emersa la necessità di un riassetto del sistema di trasporto pubblico, e in particolare di quello urbano». Un contributo - raccolto dal Pums - che si basa su un presupposto: «Oggi il sistema si basa su 14 linee dell’autobus equivalenti - riprende l’amministratore Amo - ma noi abbiamo suggerito un nuovo modello che si basi su tre o quattro linee primarie, ad alta frequenza, alta capacità, con corsie preferenziali e preferenza semaforica». Tre-quattro linee ad alta priorità, insomma, da affidare ad autobus Brt, ovvero a transito rapido: «Si tratta di mezzi elettrici - spiega ancora Burzacchini - che rappresentano l’evoluzione dei filobus, perché possono viaggiare in parte con i fili e in parte da soli, e che attraverserebbero velocemente il centro storico pedonalizzato».

Alla base del nuovo sistema c’è dunque una forte gerarchizzazione del sistema, con le linee preferenziali che si muoverebbero molto velocemente: «Penso alla via Giardini - incalza l’amministratore unico di Amo - che ha tutte le caratteristiche per diventare uno degli assi preferenziali. Ebbene, in quel caso ci sarebbe una corsia dedicata ai mezzi pubblici e semafori dedicati che diventano verdi all’arrivo degli autobus: l’idea è quella di un sistema che consenta a un cittadino del Villaggio Zeta di raggiungere il centro storico in dieci-dodici minuti. Certo, sarebbe molto affascinante se a farlo fosse un tram, ma ci sono anche delle altre soluzioni altrettanto efficienti, a partire dagli autobus Brt».

A proposito di tram, cosa pensa il numero uno dell’Agenzia di Mobilità della campagna portata avanti da Volta Pagina e adottata dall’opposizione unita, Cinque stelle compresi? «Io amo molto i tram - spiega Burzacchini - ma credo anche che nella fase attuale sia necessario considerare che la nuova tecnologia non basta a risolvere i problemi del trasporto pubblico. Il tram è sicuramente un’ipotesi affascinante, ma il progetto nel cassetto dal 2003, oltre ad essere molto impattante per i lavori da fare in città e a richiedere tempi lunghi, prevede due sole linee».

Burzacchini fa quindi l’esempio di Sassari: «La città sarda ha realizzato un tram molto utilizzato - spiega - ma si tratta di una singola linea, mentre il resto della città soffoca in un mare di auto. In quel caso, insomma, non si è pensato ad un riassetto dell’intero sistema di trasporto urbano, cosa che è al centro dello studio che abbiamo affidato».

Tornando a Modena, l’amministratore Amo fa notare che «nella nostra città c’è un alto numero di dorsali fortemente trafficate, quindi due linee rischiano di essere poche, mentre un riassetto del sistema che punti a tre o quattro linee preferenziali di bus sarebbe più efficiente, ma altrettanto innovativo e coraggioso». —

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