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Modena, protesta davanti all’ex Provveditorato: «Meno classi-pollaio e più personale»

La manifestazione del comitato “Priorità alla scuola” con genitori, insegnanti e sindacati: «Momento decisivo»

MODENA. Il comitato "Priorità alla scuola di Modena" non si ferma e a scuole aperte prosegue la lotta per una scuola pubblica, inclusiva e finanziata in modo adeguato. Così ieri mattina ha aderito all’iniziativa del comitato nazionale di presidiare per un’ora (dalle 8 alle 9), gli ingressi degli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali nel giorno in cui si sono chiuse le iscrizioni alle scuole di tutti gli ordini e grado per l’anno scolastico 2021/2022.

Alla mobilitazione davanti all’Usp di Modena, insieme a una rappresentanza di insegnanti e genitori di “Priorità alla scuola”, hanno aderito anche Cobas, Flc–-Cgil, Uil e Rifondazione in quanto commentano: «Da oggi in poi si apre un momento decisivo per un nuovo anno di scuola che vogliamo diverso da quello che è appena trascorso. Con la chiusura delle iscrizioni vengono stabiliti i parametri per organizzare l’organico che condizionerà in modo decisivo la composizione delle classi del prossimo anno scolastico». «Siamo infatti qui innanzitutto per dire basta alle cosiddette “classi pollaio" - afferma Manuela Ciambellini, portavoce del comitato- perchè negli ultimi mesi hanno dimostrato in modo inequivocabile di essere un problema enorme della scuola pubblica italiana. E non solo in un contesto di pandemia, il cui superamento non può purtroppo essere dato per scontato nel prossimo settembre, ma anche perché numeri così alti di studenti e studentesse nelle singole aule rendono difficoltoso l’insegnamento e l’apprendimento, dal momento che indeboliscono significativamente la possibilità di instaurare relazioni positive. Chiediamo allora a gran voce un investimento sugli spazi scolastici - continua la portavoce- la pandemia ha dimostrato che questi enormi plessi in cui confluiscono così tante persone negli orari di punta hanno creato enormi problemi di sicurezza sanitaria, ma a prescindere dalla pandemia, riteniamo che la scuola di qualità non debba avere più di 20 studenti per classe». Comitato e sigle sindacali chiedono poi che si faccia un investimento importante anche sull’assunzione di personale poiché sinora il corpo docente non è stato aumentato, anzi, pare che il personale aggiuntivo di quest’anno (quello che è stato chiamato “personale Covid”) probabilmente l’anno prossimo non ci sarà più. Del resto sinora nemmeno un euro è stato stanziato né nel Recovery Plan, né in Finanziaria con il rischio di ritrovarsi nuovamente con classi di 30 persone a settembre, che dovranno peraltro recuperare gli spaventosi vuoti accumulati fin dallo scorso febbraio.


Durante il presidio due rappresentanti del comitato sono stati ricevuti dalla dottoressa Silvia Menabue, dirigente dell’Usp. «La dottoressa Menabue ha raccolto tutte le istanze e le varie criticità di cui ci siamo fatti portavoce – fa sapere la delegazione che è stata a colloquio - e ci ha confermato che l’amministrazione scolastica, farà il possibile, anche quest'anno come ritiene di avere sempre fatto, sia rispetto ai numeri di alunni per classe che rispetto agli organici, per i quali dalla Regione si prospettano 2 opzioni: o la conferma dell’organico Covid o l’ampliamento dell’organico di diritto. Ma su questo ovviamente non ci sono ancora certezze». —