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Carpigiana uccisa a Santo Domingo: Claudia Lepore torturata e poi uccisa

Gli avvocati Aimi e Giusti per la sua famiglia: «Aveva un lenzuolo legato al collo. C’è premeditazione» Nuova confessione dell’assassino: «Lepore doveva pagarmi 50mila pesos»

CARPI. Torturata prima di essere uccisa durante un delitto che avrebbe tutto il carattere della premeditazione. Lo rivelano gli avvocati della famiglia di Claudia Lepore, la carpigana che da 11 anni viveva a Santo Domingo, il cui cadavere è stato trovato la scorsa settimana nella sua abitazione di Bavaro, vicino a Punta Cana. Per l’omicidio, oltre all’assassino che ha confessato il crimine, Antonio Lantigua detto “El Chino”, sono in stato di fermo la modenese Ilaria Benati e l’immobiliarista Jacopo Capasso.



GLI AVVOCATI. «Se l’esame autoptico dovesse confermare i primi rilievi effettuati sul cadavere – dichiarano i legali dei famigliari di Claudia Lepore, Enrico Aimi e Giulia Giusti – ci troveremmo di fronte a un delitto consumato con sadica efferatezza. La morte per soffocamento sarebbe solo l’atto finale di una sequela di spietate torture. Il corpo è stato rinvenuto congelato in posizione seduta nel freezer della cucina, con un lenzuolo legato al collo con nodo scorsoio per trattenerlo. Non si è trattato dunque di un delitto con dolo d’impeto ma con premeditazione. Dalla nostra prima ricostruzione l’assassino potrebbe aver cercato di estorcere qualcosa alla vittima prima di strangolarla. Un mistero che riteniamo potrà essere svelato dai segreti allo stato ancora contenuti nel telefono cellulare della vittima e degli indagati».

È possibile, inoltre, che l’assassino, prima di strangolare la vittima, abbia cercato di estorcerle qualcosa.

LA CONVALIDA DEGLI ARRESTI. Nel frattempo, slittano nuovamente le udienze di convalida degli indagati. Come scrive il quotidiano on line Bavaro Digital, l’udienza in cui Benati e Capasso compariranno davanti al giudice di Higuey è stata rinviata al 2 febbraio. Questo consentirà al difensore di esaminare le carte.

NUOVI DETTAGLI. In queste ore è emersa inoltre un’altra ricostruzione, quella fornita dallo stesso omicida. Lantigua sostiene di aver avuto una lite con Claudia Lepore perché la donna gli era debitrice di 50mila pesos (700 euro). Al culmine della lite, dice Lantigua, lui l’avrebbe picchiata, gettata a terra e poi legata con del nastro adesivo a un bastone, prima di chiuderla nel freezer. Ma non esiste ancora certezza sul fatto che la donna fosse viva o morta quando è stata messa nel frigorifero. —

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