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Fiorano L’emozione  corre con il giovane Mick in pista sulla Ferrari

Il figlio di Schumacher sale sulla Rossa e il ricordo del padre accende il tifo Ferrar

FIORANO. Una fumata bianca, quella classica che arriva dal bloccaggio delle ruote in frenata. Sul cavalcavia di Fiorano saranno un’ottantina i tifosi che assistono. Quello che ne consegue non è un vero boato, ma una specie di sussulto. Poi uno degli appassionati commenta: «Tutto nella norma, bisogna spingere al massimo. Altrimenti non ci divertiamo noi e non si diverte lui». Il “lui” in questione è Mick Schumacher.

Già, il figlio di Michael. Quella di ieri, a Fiorano e anche a Maranello, è così stata una giornata speciale. Un ritorno alle origini. Uno Schumacher di nuovo in pista, nella pista di casa in un test ufficiale di pre-campionato. Mancava dal 2006, l’ultimo anno in rosso del tedesco. Quello andato in scena è così stato una specie di esordio fioranese del 21enne pilota dell’Academy (e prossimo al volante della Haas).

In passato, Mick aveva già avuto modo di salire su una monoposto Ferrari. Lo aveva fatto anche a Fiorano (da pilota Academy però), in alcune esibizioni, utili per celebrare papà, e pure in una occasione ufficialissima: in quel caso erano i test del Barhain. Dunque non una novità assoluta anche se, evidentemente, mancava qualcosa. Mancava il battesimo da “grande” nel circuito di Fiorano, la casa dei ferraristi. La casa di papà Michael (il record della pista, 55”999, è ancora il suo).

E a “tradire”, si fa per dire, il giovane Schumi è proprio la curva appositamente modificata da papà. La prima che ti arriva incontro dopo l’uscita dai box. Quella stretta che il Kaiser di Kerpen chiese di modificare perché, racconta Mattia Binotto, «non era funzionale all’allenamento, non era simile a nessuna curva del campionato mondiale». E proprio in quella fetta di asfalto, Mick è stato costretto al bloccaggio delle gomme. Nulla di particolare, solo una coincidenza curiosa.

I test del pomeriggio, che per il tedesco continueranno questa mattina, si sono sviluppati senza particolari intoppi. Oltre 50 tornate per la gioia degli appassionati arrivati al circuito. Una processione laica, è proprio il caso di dirlo, capace di trovare vigore minuto dopo minuto. Argomento principale, e ci mancherebbe altro, il nuovo binomio che torna a formarsi in pista: Ferrari-Schumacher, Schumacher-Ferrari.

Il cuore dei ferraristi, in effetti, è rimasto lì. Affezionato al campionissimo di Kerpen capace di vincere e stravincere. Vicino a lui nel momento difficile che sta attraversando e vicino a lui anche ieri con il promettente figlio d’arte al volante della Rossa. A farla da padrone, come si sarà intuito, sono i sentimenti. Ma attenzione, quando si parla di Ferrari non si può non chiamare in causa il cronometro. Si sprecano, sempre sul cavalcavia, i tentativi di misurare il tempo sul giro di Mick. I numeri, a questo punto, rimbalzano. C’è chi parla di 58” bassi, c’è chi dice di aver stoppato le lancette sul 57”80 precisi. Dal web, invece, rimbalza un ottimo 57”43. Insomma, prendendo il tutto con le molle, potrebbero anche essere questi i tempi da mettere nel referto non ufficiale. Niente male, in particolare se si considera che Schumi jr si era seduto sulla Ferrari SF71H solo in un’altra occasione. Mentre il confronto sul cronometro continua, il pilota della Rossa perde per un attimo il controllo della monoposto. Anche in questo caso nulla di particolare, classica routine. Quello che vale è il ritornello di cui sopra: «Se non spinge non c’è gusto».

E Mick cosa dice? «Che bello risalire in macchina - le sue parole - finalmente sono tornato a provare le sensazioni che solo la guida di una Formula 1 ti può regalare. Direi che la giornata è stata positiva. Siamo riusciti a svolgere tutto il programma che avevamo preparato senza nessun tipo di problema ed è stato molto utile poter percorrere dei chilometri al volante di una monoposto in vista della stagione». Il pilota continua: «La SF71H è una vettura del 2018, ma il comportamento sulla pista e le sensazioni che trasmette la rendono un’ottima base per la preparazione. Girare a Fiorano, poi, è sempre super perché è un circuito impegnativa. Pensare che una volta stavo a guardare dalle tribune e ora sono in pista fa effetto». Il papà e i sogni: «Portare questo cognome è motivo di orgoglio per me, mi spinge a fare ancora di più. Spero, un giorno, di correre con la Ferrari. Intanto dico grazie ai tifosi per il loro supporto».

Quello di ieri, meglio dirselo chiaramente, non era comunque il pomeriggio delle tabelle e dei tempi. Almeno non lo era per i ferraristi presenti sul “mitico” cavalcavia di Fiorano. Quello di ieri era, ed è stato, il pomeriggio delle emozioni. Dei ricordi: «Quel giovedì, perché anche allora era un giovedì, del 1995 io c’ero. La prima volta di Michael Schumacher su una Ferrari. Ricordo che aveva una tuta bianca, senza uno sponsor che uno». Informazioni giuste e confermate dai fatti: era il 16 novembre e Michael era fresco di campionato mondiale con la Benetton.

Altri tempi? Sì. Altra Formula 1? Sì. Anche se la giornata di ieri ha portato indietro l’orologio. Perché Ferrari-Schumacher è sempre Ferrari-Schumacher. —

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